In occasione delle Olimpiadi che si stanno tenendo a Londra in questi giorni si sono viste delle strabilianti prestazioni da parte degli atleti di tutto il mondo.

Prestazioni al limite delle capacità umane frutto di anni di sacrifici e duro lavoro per ottenere una forma fisica perfetta per reggere lo stress e la fatica della competizione.

A lasciare particolarmente sbalorditi è stata la performance di Jessica Rossi, vincitrice della medaglia d’oro nel tiro al piattello che, con 99 bersagli centrati su 100, ha segnato il record mondiale. Un ottimo risultato per l’Italia ma anche per lo sport in generale.

Un risultato che, come ha detto Fabio Pigozzi, presidente Federazione mondiale medicina sportiva, segna un cambiamento epocale nello sport femminile, una rivoluzione che porterà le atlete donne ad avvicinarsi sempre di più agli uomini, soprattutto nelle discipline in cui la forza fisica è in secondo piano e ciò che più conta sono, invece, la destrezza e le capacità neurosensoriali.

Studi internazionali stanno indagando questa tipologia di processi di trasformazione fisiologica degli atleti. E’ vero che esistono delle differenze strutturali tra l’organismo maschile e femminile, ma negli anni le donne hanno migliorato le loro metodologie di allenamento e il divario che le divideva dagli uomini in alcune discipline olimpiche, come il tiro al volo o l’equitazione, si sta assottigliando. Perché in questi settori il contributo neurosensoriale e il lavoro sul controllo motorio sono più facilmente inducibili con una preparazione rigorosa. Così da limare le differenze con il sesso fisicamente più forte.