Via libera dalla Commissione ambiente dell’Europarlamento alla nuova normativa che prevede la possibilità per i 28 Stati membri di limitare o bandire la coltivazione di Organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio.

Proposto dalla relatrice belga, Frédérique Ries (Alde), il nuovo testo della normativa sugli Ogm è stato approvato con 53 voti a favore, 11 contrari e due astensioni. Il criterio ‘ambientale’ (motivazione non prevista nell’accordo raggiunto in sede di Consiglio Ue) viene così aggiunto dalla commissione del Pe tra quelli che possono essere invocati per applicare uno stop nazionale agli Ogm, sommandosi a quelli ‘socioeconomici’, ‘di uso dei terreni’ e ‘pianificazione urbana’ già contemplati dalla norma.

Le misure adottate – ha spiegato Frédérique Ries – assicureranno la flessibilità per gli Stati membri di limitare, vietare (oppure no), le coltivazioni di Ogm. Allo stesso tempo, abbiamo garantito un processo chiaro di autorizzazione degli Ogm a livello Ue, migliorando le tutele, con un ruolo chiave dell’Efsa, importante per il gruppo dell’Alde (i liberali, ndr)”.

L’introduzione del criterio ambientale – spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta un importante passo in avanti che rafforza e rende più solido il diritto degli Stati membri a vietare la coltivazione degli Ogm”. Le prossime settimane saranno dunque cruciali affinché l’Italia, durante il suo semestre di presidenza europea, si impegni per raggiungere un accordo in coerenza su quanto votato  dalla Commissione ambiente dell’Europarlamento.

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