Secondo una ricerca condotta da studiosi americani, basterebbe davvero poco per arginare le conseguenze negative dell’obesità, come ad esempio riuscire a perdere almeno il 5 per cento del proprio peso corporeo. Sarebbe questo obbiettivo, infatti, a consentire di migliorare parametri come quelli legati al sistema cardiovascolare oppure metabolico.

Lo studio sull’obesità è stato condotto suddividendo i volontari in gruppi: ogni gruppo è stato poi avviato ad un programma che avrebbe consentito, rispettivamente, di perdere il 5, il 10 oppure il 15 per cento del proprio peso corporeo, seguendo una dieta di tipo ipocalorico. Ebbene, secondo i risultati degli scienziati americani, perdere il 5 per cento del proprio peso – quando si è in situazione di obesità – permetterebbe di migliorare la funzionalità delle cellule che si occupano di produrre insulina (ossia di quelle pancreatiche) ma anche di ottenere benefici sulla sensibilità da parte dei tessuti, facendo calare così la resistenza all’insulina. Un ottimo modo per scongiurare, ad esempio, il diabete di tipo due.

Quello americano non è certamente il primo studio di questo tipo, visto che simili ne sono stati fatti anche nel nostro Paese, ad esempio. Dimagrire anche di poco consente infatti di ottenere tutta una serie di benefici vitali all’organismo, soprattutto quando il dimagrimento è poi associato ad una correlativa crescita della massa magra e soprattutto quando i risultati vengono mantenuti nel corso del tempo. Darsi obbiettivi più piccoli, inoltre, consente di raggiungerli con maggiore motivazione e con risultati più fruttuosi rispetto agli obbiettivi più lontani che possono mettere a dura prova anche a livello psicologico, soprattutto quando si è in situazioni di obesità. Perdere il 5 per cento del proprio peso appare dunque come il giusto compromesso per stare meglio.