L’11 marzo 2011, il giorno in cui il Giappone ha vissuto un vero e proprio incubo sembra aver lasciato i suoi segni anche dopo lo scampato pericolo chiamato Fukushima. L’enorme centrale nucleare, infatti, non saltò in aria, ma subì degli ingenti danni  che causarono l’uscita di materiale radioattivo dalla struttura.

Oggi, a quasi due anni di distanza dal triste evento, cominciano a vedersi i primi danni sulla salute dei cittadini, in particolare dei bambini che sembrano crescere sempre più con il problema dell’obesità. La patologia è un’indiretta conseguenza del terremoto, lo racconta uno studio pubblicato su Le Figaro e commissionato dal ministero dell’Educazione giapponese su circa 700mila adolescenti della zona (dell’età compresa tra i 5 e i 17 anni).

L’esito è che circa il 20% di essi è in sovrappeso, comparando questi dati con le altre 47 prefetture del Paese. A complicare il quadro la mancanza assoluta di attività fisica (all’aperto) nelle scuole della regione di Fukushima dove si ha paura di incombere in malattie gravi come il cancro. Timore che cresce se si pensa che non si è in grado di dire con certezza se le radiazioni fuoriuscite in quei giorni terribili siano ancora concentrate nell’aria.

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