La situazione è allarmante: se i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stimavano nel 2005 oltre un miliardo di persone in sovrappeso nel mondo, di cui oltre 805 milioni di donne, nel 2015 l’OMS prevede oltre 2,3 miliardi di persone in sovrappeso e più di 700 milioni di obesi, fra cui moltissimi bambini. Cifre che inducono a parlare di una “epidemia di obesità”, con gravissime conseguenze a livello personale e sociale.

Se molti studi ormai correlano il sovrappeso con una maggiore incidenza dei tumori (leggi qui per saperne di più), da tempo si è consci dello stigma sociale che pesa sulle persone grasse: già uno studio del 1985 dei professori Wadden e Stunkard affermava che “A sei anni, i bambini nei paesi dell’Unione Europea percepiscono i coetanei obesi come pigri, sporchi, stupidi, brutti, bugiardi e imbroglioni”. In una società votata alla perfezione e all’efficienza, alle persone in sovrappeso vengono attribuiti stereotipi negativi che aumentano la probabilità di discriminazioni: si parla infatti di weight bias (pregiudizio sul peso), termine adottato per indicare quegli atteggiamenti negativi che influenzano le nostre relazioni interpersonali in un certo modo.

È proprio sul luogo di lavoro che la discriminazione rispetto al peso si fa sentire maggiormente, già a partire dai colloqui selettivi dove vengono favorite persone di aspetto sano, specie per quanto riguarda il settore vendite. Secondo le statistiche, rispetto ai colleghi normopeso, le persone con problemi di peso hanno maggiore possibilità di essere licenziati, retribuzioni inferiori, minori possibilità di essere promossi. Una persona in sovrappeso viene molto spesso percepita come pigra, non autodisciplinata, meno competente, sciatta ed emotivamente instabile (fonte: Paul RJ, Townsend JB. Shape up or ship out? Employment discrimination against the overweight. Emp Respons Right.;Roehling MV. Weight-based discrimination in employment: Psychological and legal aspects. Pers Psychol.). Inoltre i datori di lavoro temono che una persona obesa possa assentarsi più spesso per problemi di salute rispetto a una normopeso o atletica, che sembra essere più in salute.

Combattere i pregiudizi è doveroso, come è doveroso cercare di combattere l’obesità per ritrovarsi in salute e migliorare la propria posizione, lavorativa e non. Mangiare correttamente, fare attività fisica e chiedere supporto a professionisti è il primo passo verso una migliore qualità della vita: ecco alcuni consigli utili per dimagrire.

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