Essere obesi senza saperlo: questo quanto scaturito da un’indagine condotta su più di 14mila cittadini di 7 paesi europei secondo cui quattro persone su cinque pensano di essere sovrappeso quando, invece, sarebbero in una condizione di obesità. Tra questi anche l’italia in cui, invece, la situazione riguarderebbe il 18% degli abitanti del Bel Paese, arrivando quindi a un individuo su cinque.

I dati, presentati durante l’European Obesity Day, vanno a dimostrare ancora una volta come ci sia una palese confusione intorno al concetto del “peso ideale”, che viene spesso condizionato a seconda della percezione che ciascuno ha di sé.

La ricerca, realizzata da Opinium in collaborazione con l’Associazione europea per lo studio dell’obesità (Easo), ha evidenziato come tutt’oggi vi sia ancora poca consapevolezza riguardo i veri rischi legati all’obesità. Questa infatti, come dichiarato dal presidente della Società italiana dell’obesità (Sio) e rappresentante nazionale dell’Easo Paolo Sbraccia, sarebbe uno dei pericoli maggiori per quanto riguarda il benessere della società e per la propria salute e ciò che spaventa è il fatto che sia in costante crescita. “In alcuni Paesi europei” ha dichiarato Sbraccia “ben 6 persone su 10 sono classificate come obese o in sovrappeso, e si prevede che entro il 2030 questa proporzione riguarderà 9 su 10“.

Obesità: la situazione in Europa

Per quanto riguarda la situazione negli altri paesi d’Europa, la percentuale di coloro che pensano di essere sovrappeso quando in realtà rientrano nella categoria degli obesi si divide tra Finlandia (49%), seguita da Germania (45%), Danimarca (42%), Belgio (37%), Regno Unito (36%), Francia (28%) per finire con l’Italia (18%).

Obesità: la situazione nel Bel Paese

Per quanto riguarda l’Italia, il 50% di coloro che sono stati intervistati pensa che il proprio peso sia nella norma mentre il 42% pensa di essere sovrappeso. Tuttavia il 10% di coloro che ritengono di rientrare in un peso “nella norma” in verità risulta essere in sovrappeso, mentre il 18% che ritiene di rientrare in quest’ultimo è obeso. In ogni caso la confusione tende a dilagare in quanto il 18% di coloro che pensa di essere sovrappeso in realtà non lo è, in quanto normopeso.

Tuttavia, rispetto agli altri paesi del Vecchio Continente, gli italiani risulterebbero essere più consapevoli riguardo gli effettivi rischi legati alla salute in una condizione di obesità: il 62%, infatti, è a conoscenza di ciò che questa condizione può comportare – contro una media del 46% tra i paesi europei -, e la maggior parte di questi sono donne – 69% rispetto al 53% degli uomini – e i giovani under 35 – 69% contro il 56% degli over 55 -.

Tra le cause principali rimane una dieta poco equilibrata (67%) seguita più in generale da uno stile di vita scorretto (61%). Secondo i dati a peggiorare la situazione potrebbero anche essere delle condizioni di stress – 60% per le donne e 47% per gli uomini -, con un 44% che invece crede che l’obesità non sia altro che un disturbo psicologico e il 41% che crede sia un problema legato alla genetica. Le donne rimangono sempre le più consapevoli riguardo i rischi per la salute: al primo posto viene citato il diabete – con il 73% delle donne contro il 66% degli uomini – seguito dalla depressione – il 59% delle donne contro il 43% degli uomini – e, nel minore dei casi, anche il cancro (14%).

Per quanto riguarda le cure, il 90% degli italiani intervistati pensa che l’obesità richieda delle terapie specialistiche: il 65% (rispetto al 22% della media europea) pensa che i farmaci siano una contromisura indicata, mentre il 48% (contro il 36% europeo) prenderebbe in considerazione l’idea di sottoporsi ad un intervento chirurgico. Percentuale che crescerebbe particolarmente al sud (52%) e negli individui tra i 35 e 54 anni (56%).

Secondo il 33% degli intervistati, per quanto riguarda i casi di obesità “lieve”, una dieta equilibrata risulta essere il trattamento migliore, mentre i 25% pensa che il rimedio più efficace in assoluto sia la chirurgia.

È importante che la stragrande maggioranza degli intervistati riconosca nel cambiamento dello stile di vita un presidio cardine irrinunciabile nell’approccio terapeutico all’obesità” ha precisato il  componente della Società italiana di chirurgia dell’obesità (Sicob) e rappresentante italiano Easo, Ferruccio Santini “ma è altrettanto rilevante come il ricorso a interventi curativi più energici venga accettato per le forme più gravi e resistenti.” La chirurgia bariatrica, infatti, secondo quanto dichiarato dallo stesso rappresenterebbe oggi “una soluzione di comprovata efficacia” poiché comporterebbe ad un rapporto tra rischi e benefici definito favorevole. Questo, ovviamente, “ove applicata con le giuste indicazioni e in idonee strutture“.