Con l’arrivo di settembre, dell’autunno e, soprattutto, della solita routine lavorativa, iscriversi in palestra o più in generale praticare sport diventa una vera e propria necessità non solo per non trascurare il proprio fisico, ma anche per scaricare i nervi.

La novità di quest’anno, secondo quanto prevedono le nuove norme entrate in vigore a fine agosto però, è che con l’iscrizione in palestra, o in qualsiasi altra struttura dove si effettuano attività fisiche a livello amatoriale e ludico non sarà più necessario presentare il certificato di sana e robusta costituzione. Viene fatta eccezione per le attività parascolastiche frequentate dai bambini fuori dall’orario curricolare e in caso di attività sportiva non agonistica.

Abolito anche l’obbligo di effettuare l’elettrocardiogramma anche se il medico di famiglia o il pediatra potrà stabilire annualmente, dopo anamnesi e visita, se è il caso che l’assistito faccia ulteriori accertamenti, come appunto l’ecg o la prova da sforzo.

Medici di famiglia e pediatri, però, temono che la scelta di non eseguire un esame come quello dell’elettrocardiogramma potrebbe anche configurarsi come “imprudenza” in un eventuale contenzioso legale. “L’ecg può mettere in evidenza anomalie pure in assenza di qualsiasi indizio clinico, come per esempio nel caso della sindrome del QT lungo – fa notare Giuseppe Mele, presidente dell’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza – se fossero introdotti gli screening, potremmo intervenire precocemente, nonché prevenire alcune patologie cardiache“.

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