Il governo ha proceduto all’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, introducendo nella lista delle prestazioni che tutte le Regioni d’Italia devono garantire ai pazienti almeno un centinaio di nuove voci. In realtà questa sorta di riforma non ha toccato soltanto i Livelli essenziali di assistenza  perché il decreto del Ministero della Salute è in realtà assai più ampio.

All’interno di esso vi sono norme che consentono di ripensare il modo in cui i medici prescrivono gli esami (cercando soprattutto di non fare effettuare esami diagnostici inutili) ed è soprattutto sulla prescrizione che sembrano concentrarsi le principali novità. Il decreto punta infatti a favorire il dialogo tra medico e paziente, e per quanto riguarda il medico, a “responsabilizzarlo”.

Dei nuovi Livelli essenziali di assistenza avevamo già parlato in questo post (dove trovate tutte le novità introdotte) ma adesso vi parliamo di quanto è stato innovato in fatto di Appropriatezza. Con questo termine si indica quella serie di norme che tendono a regolare proprio il modo attraverso cui il medico prescrive prestazioni sanitarie a favore del paziente. Un modo per limitare esami “inutili” e inappropriati insomma.

La novità entrata in vigore assieme ai nuovi Livelli essenziali di assistenza riguarda però il fatto che i medici non saranno più sanzionati e che da questo momento vigeranno il diritto e la libertà di prescrivere esami diagnostici e visite specialistiche secondo necessità e coscienza. Sulle ricette mediche sarà quindi necessario e sufficiente indicare soltanto il quesito diagnostico.