La presenza di noduli alla tiroide è una condizione abbastanza frequente. La maggior parte di essi non costituisce tuttavia un pericolo per la salute, soprattutto se per tale si intende il successivo sviluppo di formazioni tumorali. Le forme cancerose di nodulo alla tiroide sono infatti riscontrabili solo nel 2-3% dei casi, di cui solo un 10% circa risulta maligno. E’ quindi possibile affermare che solo una piccolissima parte dei noduli alla tiroide si rivela di natura tumorale ed anche se così fosse, la maggior parte dei tumori tiroidei sono curabili, alcuni con percentuali di guarigione che arrivano al 99%. La maggiora parte delle persone che convive con noduli alla tiroide (spesso senza nemmeno saperlo in quanto asintomatici) non va dunque incontro a tumori.

Ciò non significa tuttavia che tale condizione debba essere trascurata: qualora si dovesse riscontrare la presenza di noduli alla tiroide è, al contrario, assolutamente indispensabile indagarne la causa attraverso esami specifici, così da escludere patologie gravi.

I noduli si classificano in:

  • NODULI NON TOSSICI: non producono ormoni, ma spesso portano ad un progressivo aumento di volume della tiroide e, negli anni, ad una diminuzione della sua funzionalità.
  • NODULI TOSSICI: producono ormoni, rendendo la persona “ipertiroidea”.

I noduli possono poi essere solidi, liquidi, oppure misti (ovvero formati da una componente solida e da una liquida); di dimensioni estremamente ridotte, o raggiungere un diametro di alcuni centimetri; e ancora presentarsi come ‘unici’ oppure ‘multipli’; comparire nel quadro di una ghiandola normale oppure ingrossata; modificarne la funzionalità o risultare assolutamente asintomatici. E’ tuttavia tra i noduli solidi o misti che si riscontra una maggior incidenza di formazioni neoplastiche maligne, mentre i noduli liquidi e cistici sono prevalentemente di natura benigna.

I sintomi riconducibili a noduli alla tiroide sono: senso di costrizione, alterazione della voce e difficoltà nel deglutire e nel respirare qualora le formazioni dovessero raggiungere dimensioni ragguardevoli; tachicardia, perdita di peso, nervosismo e diarrea se il nodulo è iperattivo e produce quindi ormoni tiroidei in eccesso; oppure bradicardia, aumento di peso, stitichezza e stanchezza se i noduli insorgono in un contesto di ipo-funzione della tiroide.

In ogni caso, l’esame più importante nello studio della patologia nodulare della tiroide è l’ecografia, che permette di studiare la dimensione dei noduli, la loro struttura, le caratteristiche dei margini nodulari ed il loro grado di vascolarizzazione.