La cosiddette ‘mutazioni’ sono cambiamenti ereditari del materiale genetico che, a seconda dell’estensione dell’alterazione stessa, possono essere classificate in mutazioni genetiche, cromosomiche e genomiche.

Le mutazioni cromosomiche, in particolare, sono quelle che interessano frammenti relativamente lunghi di un cromosoma, e possono essere a loro volta distinte in:

  • NUMERICHE (poliploidia e aneuploidia): cambiamenti nel numero di interi assetti cromosomici o modificazioni nel numero di singoli cromosomi;
  • STRUTTURALI : modificazioni nella sequenza del DNA lungo l’asse del cromosoma in seguito ad eventi di rottura del cromosoma stesso. Queste si distinguono in delezioni e duplicazioni, che comportano un cambiamento nella quantità di DNA; inversioni, che causano un cambiamento nell’orientamento di un tratto cromosomico e traslocazioni, con il cambiamento nella localizzazione di un segmento cromosomico.

Tali mutazioni risultano spesso letali per il feto (circa il 50% dei casi), altre volte, invece, sono compatibili con la vita, ma si associano a problemi più o meno gravi di tipo fisico, cognitivo e/o comportamentale, con un’incidenza talvolta importante sulla qualità di vita dell’individuo.

Le mutazioni cromosomiche più comuni danno origine a patologie quali:

  • Sindrome di Down o trisomia 21.
  • Sindrome di Edwards o trisomia 18
  • Sindrome di Patau o trisomia 13
  • Sindrome 18-p
  • Sindrome di Klinefelter
  • Sindrome di Turner
  • Sindrome di Williams
  • Sindrome di Angelman
  • Sindrome di Prader-Willi
  • Sindrome del Cri du Chat

Nella maggior parte dei casi, le mutazioni cromosomiche si presentano inaspettatamente, quali improvvise anomalie durante il concepimento e pertanto non possono essere previste o prevenute. Più raramente, tuttavia, possono anche presentarsi come conseguenza di alterazioni silenti del patrimonio genetico del padre e della madre, identificabili, in questo caso, come portatori sani di una traslocazione o inversione cromosomica. Tali mutazioni cromosomiche (dette anche anomalie benigne), pur non risultando invalidanti per il soggetto, possono infatti comportare uno svantaggio al momento del concepimento, favorendo la formazione di un patrimonio genetico embrionario sbilanciato (delezione o duplicazione). In numerose coppie con alle spalle una storia di aborti spontanei ripetuti, si riscontra di fatti la presenza di un portatore sano di traslocazione. Anche se si tratta di casi piuttosto rari, la Trisomia 21 è un esempio di quelle patologie trasmissibili da genitori che tuttavia non hanno sviluppato la sindrome, ma sono portatori sani di duna traslocazione (incidenza pari a circa 1 caso ogni 100 bambini nati con la sindrome di Down).