UPDATE 06/03 16.42: Il Codacons ha deciso di denunciare l’Agenzia Italiana del Farmaco alla Corte dei Conti “per i suoi comportamenti omissivi sul fronte dei controlli, che hanno prodotto un danno al Sistema Sanitario Nazionale“, chiedendo le dimissioni dei vertici dell’Aifa. Contestualmente, l’Assoconsumatori ha annunciato una class action in favore dei consumatori/pazienti danneggiati dal cartello illecito formato da Roche e Novartis

UPDATE 06/03 16.37:Avastin e Lucentis hanno la stessa efficacia e la stessa pericolosità, come dimostrano varie ricerche“, ha dichiarato a RaiNews24 Romolo Appolloni della Società Oftalmologica italiana, smentendo di fatto quanto sostenuto da Roche

Lo scandalo Avastin costa carissimo a Roche e Novartis, i colossi del farmaco colpevoli, secondo l’Antitrust, di aver posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza e dunque contraria alla legislazione antitrust comunitaria, e per questo sanzionati con una multa pari rispettivamente a 90,5 e 92 milioni di euro. Il cartello formato dalle due multinazionali avrebbe di fatto ostacolato la diffusione di “un farmaco molto economico, l’Avastin, nella cura ella più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti“. Danno per i pazienti, ovviamente, ma anche per le casse del nostro sistema sanitario, che ci ha rimesso 45 milioni di euro nel 2012, per non parlare dei possibili, futuri esborsi aggiuntivi, pari a oltre 600 milioni l’anno.

In altre parole, Roche e Novartis hanno volutamente presentato il farmaco Avastin (costo massimo per iniezione: 81 euro) come più pericoloso dil Lucentis (costo massimo per iniezione: dai 900 ai 1700 euro) nel trattamento di alcune patologie oculari molto diffuse, condizionando di conseguenza le scelte di medici e servizi sanitari. Il giochetto era semplice. Lucentis è prodotto da una società californiana di nome Genentech, controllata da Roche; Novartis ha i diritti per distribuire Lucentis in tutto il mondo (ma non in USA); Novartis detiene il 30% delle azioni di Roche. Ergo: aumentando le vendite di Lucentis a scapito di Avastin (prodotto, peraltro, sempre dalla stessa Genentech), ci guadagna sia Roche, grazie alle royalties che deve versarle Novartis; sia la stessa Novartis, non solo per l’incremento delle vendite di per sé, ma anche per via di quel 30% di azioni Roche di sua proprietà.

Roche ha già annunciato ricorsi “presso tutte le sedi deputate”, precisando che Avastin e Lucentis sono farmaci diversi, sviluppati per scopi terapeutici differenti, e che il primo “non è prodotto ne è mai stato approvato dalle Autorità sanitarie internazionali e nazionali per uso oftalmico (…)”, al contrario di Lucentis.

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