Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Centro cardiologico Monzino avrebbe individuato le cellule che sarebbero responsabili dello viluppo della cardiomiopatia aritmogena, ossia di una patologia genetica che causano il progressivo accumulo di grasso nel cuore fino ad impedirne il corretto funzionamento e a causare la morte improvvisa del soggetto che ne soffre a sua insaputa.

La cardiomiopatia aritmogena è in genere una malattia che colpisce giovani atleti ed è certamente la principale causa di morte improvvisa conosciuta. Essa è causata da un’alterazione del Dna (una mutazione appunto) e nonostante i ricercatori ne abbiano compreso i meccanismi, non è ancora possibile beneficiare di farmaci in grado di prevenire fenomeni di questo tipo. La cardiomiopatia aritmogena che può condurre alla morte improvvisa è malattia assai diffusa in Italia (anche più che altrove nel mondo) e ad esserne colpiti sono soprattutto coloro che abitano nel Nord-Est (una persona su duemila contro la media mondiale di una persona ogni cinque/diecimila).

Giulio Pompilio, che ha coordinato lo studio per comprendere i meccanismi che portano alla cardiomiopatia aritmogena e spesso alla morte improvvisa, ha spiegato: “Abbiamo osservato le cellule dello stroma cardiaco nella loro fase di differenziamento in grasso direttamente nel cuore dei pazienti dimostrando come queste particolari cellule, che possiamo definire di sostegno, con compiti di scambio e di interconnessione con le cellule contrattili, siano più propense all’accumulo di grasso e al differenziamento in adipociti nelle persone affette da cardiomiopatia aritmogena. Le ricerche su queste cellule aprono prospettive future promettenti, perché possono rappresentare al contempo un interessante bersaglio terapeutico e una piattaforma di studio per nuovi farmaci“.