Sembra assurdo dover parlare del morbillo come di una malattia in grado di fare ancora paura, soprattutto quando la ritenevamo ormai quasi del tutto debellata dalla nostra quotidianità. E invece pare non essere affatto così perché, anzi, i casi di contagio sono in aumento (quest’anno, nel mese di aprile, eravamo già a 1.047 casi, contro i ‘soli’ 700 del 2013. I dati sono stati forniti in occasione del Congresso italiano di pediatria).

Casi di morbillo sono stati riportati anche dalle notizie di cronaca. Nel mese di luglio due medici, colpiti dal virus, sono stati ricoverati a Sassari e ad Olbia è stato contagiato anche un uomo tunisino di 43 anni (è stato però escluso che la trasmissione della malattia possa essere avvenuta tramite il contatto con i medici già colpiti).

Ma come mai il morbillo sta tornando a colpire un numero così alto di individui? Probabilmente perché il numero dei vaccinati è in calo. Questo si ricava, ad esempio, da una conferenza che si è tenuta nel mese di luglio 2014 presso il Ministero della Salute, con la presenza del Ministro Lorenzin. Il presidente della Società italiana di igiene, Michele Coversano, ha lanciato l’allarme: “Stiamo registrando un calo delle coperture vaccinali, con diminuzioni che in alcune zone toccano anche il 25% per rosolia e morbillo. Un fenomeno dovuto alle campagne di disinformazione contro i vaccini che si stanno diffondendo soprattutto sul web“.

Il vaccino antimorbillo, che non è mai stato obbligatorio ma sempre fortemente consigliato da alcune circolari ministeriali sin dalla sua introduzione (nel 1976; nel 1997 è diventato obbligatorio solo per le reclute ma si tratta del vaccino MPR – morbillo parotite rosolia), è stato in passato protagonista di massicce campagne informative che hanno spronato la popolazione a vaccinarsi. Negli ultimi anni però, alcune storie di cronaca e molta disinformazione hanno generato timori e paure, soprattutto nei genitori, che hanno preferito non vaccinare più i propri figli per non causare loro danni anche peggiori del morbillo stesso (nel marzo del 2002, ad esempio, un giudice del Tribunale di Rimini ha condannato il Ministero della Salute a risarcire i genitori di un bimbo autistico, riconoscendo il nesso di causalità tra vaccino MPR e autismo).

A questo proposito, occorre precisare come la comunità scientifica inviti a stare attenti ai dubbi che vengono messi in circolazione senza alcun fondamento. Casi rari ed eccezionali possono accadere ma non dovrebbero scatenare timori ingiustificati. Sul sito istituzionale Vaccinarsi.org trovate tutte le informazioni sul vaccino MPR e ricordiamo che per i bambini è prevista una prima vaccinazione all’età di 12-15 mesi e poi una seconda tra i 5 e i 6 anni.