Le campagne informative e le molte notizie diffuse sul morbillo sembrano non aver sortito alcun effetto, almeno per il momento. I casi a giugno 2017 sono addirittura quintuplicati rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, passando così da 85 a 401. E per quanto riguarda le diagnosi di morbillo che si sono registrate dall’inizio dell’anno, al momento si è a quota 3500.

Certo, per capire se le notizie attuali sortiranno effetti bisognerà confrontare dati successivi. Soltanto tra qualche tempo sarà possibile capire se notizie come quella della morte di un bambino – malato oncologico – a causa delle complicanze dovute al morbillo, possa scuotere le coscienze di qualcuno e portare a vaccinare di più contro questa e altre patologie oggi evitabili proprio grazie ai vaccini disponibili.

Ma i dati allarmanti sul morbillo e i casi di complicanze non arrivano solo dall’Italia ma da tutta Europa, come comunicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. I numeri più rilevanti, in merito alle vittime provocate da questa malattia, giungono dalla Romania. Altri casi sono stati segnalati anche in Portogallo e Germania. Tutti casi, secondo i medici, del tutto evitabili, se solo ci si affidasse ad un vaccino che esiste e che è sicuro ed efficace.

Tornando all’Italia, casi di morbillo si sono registrati praticamente in quasi tutte le Regioni del Paese ma sono soprattutto sette quelle in cui i numeri sarebbero più alti. Nel dettaglio si tratta di: Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Abruzzo, Lazio e Sicilia. Ad ammalarsi, in media, persone attorno ai 27 anni di età ma anche operatori sanitari venuti a contatto con la patologia (dimostrando così di non aver completato l’iter dei vaccini).