Torno a parlare della Monsanto dopo aver letto un articolo del giornalista investigativo Anthony Gucciardi, appassionato di temi ambientali. Monsanto, la multinazionale che fra le varie cose si occupa di biotecnologie e di semi OGM, ha notoriamente contribuito, con i suoi semi “fuori natura” alla decimazione della popolazione della api nel mondo. Ora giunge la notizia che la Monsanto ha acquistato un istituto di ricerca che sin’ora ha condotto indagini proprio sulla moria delle api nel mondo.

Ricordo che la Monsanto e i suoi prodotti sono stati recentemente bandini dalla Polonia, proprio perché il suo mais geneticamente modificato ha devastato la popolazione delle api nel Paese. In questo quadro, ecco che la mossa della Monsanto è quella di acquistare l’organizzazione che a livello mondiale conduce ricerche su questo tema. La faccenda a contornata dal fatto che l’istituto in questione – per il quale lavorano i migliori esperti entomologi del pianeta – ha anche recentemente affermato che la moria modniale di api va ricercata in una causa ben precisa: i prodotti della Monsanto.

Nessuno di vede un “lieve” conflitto di interessi? Eppure la notizia non è assolutamente passata nelle informazioni degli Stati Europei.

Non va molto meglio negli Stati Uniti, dove la Monsanto è cheek-to-cheek con la USDA e gode di favori speciali, come la recente approvazione delle certificazioni di sicurezza per i suoi ultimi semi OGM brevettati, sebbene gli stessi siano stati accusati di essere correlati a gravi danneggiamenti per gli organi umani quando consumati e ad altri rilevanti problemi di salute per gli esseri umani e gli animali.

Insomma, la politica della Monsanto è chiara: quando non possono rispondere delle accuse loro mosse riguardo la pericolosità dei loro prodotti, comprano l’ente o l’azienda che li accusa. Et voilà… quando il profitto vince sulla salute pubblica.