La mononucleosi, anche conosciuta come kissing desease o “malattia del bacio”, è una malattia infettiva virale dovuta al Virus di Epstein-Barr (EBV), appartenente alla famiglia degli Herpes Virus, la stessa di varicella e fuoco di Sant’Antonio.

Sintomi della mononucleosi

I sintomi principali della mononucleosi sono simili a quelli di un comune malanno invernale e comprendono febbre, debolezza, senso di malessere generale ed ingrossamento dei linfonodi. Il periodo di incubazione è piuttosto lungo e variabile dai 30 ai 50 giorni. Nella fase iniziale della malattia (7-15 giorni) compaiono quindi i primi sintomi, con stanchezza, svogliatezza, mal di gola, mal di pancia, leggere nausee e cefalee, febbricola, talvolta sudorazione e brividi. Se il virus prende il sopravvento sul sistema immunitario, la mononucleosi vera e propria esordisce successivamente con una fenomenologia più specifica, i cui elementi principali sono:

  • infiammazione della gola, chiazzette rosse sul palato, ingrossamento e presenza di secrezioni sulle tonsille, che somigliano alle classiche placche della tonsillite e che rendono difficile e dolorosa la deglutizione;
  • febbre alta, 38-39°, almeno nella fase più critica della malattia;
  • ingrossamento delle ghiandole del collo e, meno di frequente, di altre sedi, come ascelle e inguine;
  • nel 10% circa dei casi, può comparire anche un esantema simile a quello del morbillo, determinato talvolta dalle stesse tossine dell’EBV, ma più spesso collegato all’assunzione di un certo tipo di antibiotico, l’amoxicillina
  • negli adolescenti è molto facile che si ingrossino la milza (splenomegalia) e il fegato (epatomegalia);
  • meno di frequente, ci può essere gonfiore alle palpebre.

In alcuni casi, tuttavia, la malattia si manifesta in maniera subdola, con poca febbre ed un senso generale di malessere e stanchezza, che può perdurare anche per diversi mesi. Dopo l’iniziale contagio, l’Epstein-Barr virus rimane infatti silente, in attesa che le difese immunitarie si abbassino. Nella prima infanzia, poi, la diagnosi può rivelarsi particolarmente difficile, poiché la malattia è solitamente caratterizzata da sintomi lievi, non specifici o da nessun sintomo. Nella stragrande maggioranza dei casi, la mononucleosi è però una malattia fastidiosa, ma non grave, che ha un decorso benigno. Dopo la fase iniziale con sintomi blandi, 7-15 giorni e una fase acuta di circa altri 15 giorni, caratterizzata dalla comparsa dei sintomi più importanti, la gran parte dei disturbi scompare spontaneamente. Solo la stanchezza può durare ancora per settimane o anche mesi. In tal caso è sufficiente dormire un po’ di più, evitare di affaticarsi eccessivamente e alimentarsi con regolarità. Talvolta può essere inoltre utile un integratore multivitaminico.

Cura e terapia per la mononucleosi

Non esiste una terapia specifica per la mononucleosi infettiva, poiché gli antibiotici non possono nulla nel combattere le infezioni virali. La terapia si basa invece soprattutto sul riposo a letto e sul reintegro dei liquidi persi. Può essere quindi utile:

  • bere molta acqua e succhi di frutta: i liquidi aiutano ad alleviare la febbre e il mal di gola e prevengono la disidratazione;
  • assumere un analgesico da banco, come il paracetamolo o l’ibuprofene, per alleviare il dolore o la febbre;
  • praticare gargarismi con acqua salata diverse volte al giorno, per alleviare il mal di gola;
  • aspettare alcune settimane prima di ritornare a fare sport e ad altre attività.

Esistono invece farmaci specifici per la cura delle infezioni secondarie. In alcuni casi il mal di gola dovuto alla mononucleosi è connesso a un’infezione da streptococco, oppure a un’infezione dei seni nasali o delle tonsille (tonsillite). In questo caso può essere necessaria una terapia antibiotica per le infezioni batteriche collegate alla mononucleosi. Per alleviare alcuni dei sintomi, ad esempio il gonfiore della gola e delle tonsille, il medico può anche decidere di prescrivere un corticosteroide (cortisone) come il prednisone.

La maggior parte dei sintomi scomparirà nel giro di alcune settimane, ma ci possono volere due o tre mesi prima di ritornare alla completa normalità. Più si rimane a riposo, più velocemente si guarisce. Ritornare alle normali attività con troppa fretta può invece aumentare il rischio di ricadute.

Prevenire la mononucleosi

La mononucleosi è un’infezione che si trasmette attraverso la saliva. Evitare di condividere alimenti, piatti, bicchieri e posate è la migliore prevenzione. Se si è già stati contagiati bisogna inoltre astenersi dai baci fino a diversi giorni dopo che la febbre scompare e, se possibile, anche per più tempo, in modo da non diffondere la malattia. Il virus di Epstein-Barr può infatti continuare a infettare la saliva anche per mesi dopo l’infezione enon esiste alcun vaccino in grado di prevenire il contagio.

photo credit: pedrosimoes7 via photopin cc