La mononucleosi, anche detta “malattia del bacio“, è una malattia infettiva virale molto contagiosa, causata dal virus di Epstein-Barr (EBV). Le cellule riconosciute come bersaglio del virus sono i linfociti B e il decorso è acuto, solitamente di circa 2-4 settimane.
Nei Paesi industrializzati i soggetti più colpiti sono gli adolescenti, mentre nei Paesi in via di sviluppo è più frequente l’infezione in età infantile.

Come si cura la mononucleosi?

Non esistono terapie specifiche per questa malattia: essa infatti si risolve spontaneamente in 2-4 settimane senza dover ricorrere all’assunzione di antibiotici o antivirali.
In molti casi, l’unica terapia per la mononucleosi, rimane il riposo a letto, associato alla somministrazione di antipiretici ed anti-infiammatori.

Soltanto nei casi più gravi, come l’ingrossamento tonsillare o l’insorgenza di complicanze, è previsto il ricorso ai farmaci corticosteroidei. In caso di aumento del volume della milza, infine, è consigliato il riposo e l’astensione da attività sportiva per un paio di mesi.
Subito dopo la guarigione, tendono a persistere la stanchezza fisica e la difficoltà di concentrazione.
Sarà il medico curante, o il pediatra, a valutare la necessità o meno di ricorrere ad integrazioni vitaminiche, per combattere tale spossatezza.

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