Altro che fuoriclasse del pallone e tifo ostile, il vero nemico per la nazionale di Prandelli è la disidratazione. Il clima proibitivo, le alte temperature e il tasso di umidità insostenibile metteranno a dura prova la tenuta atletica e soprattutto lo stato di salute dei calciatori azzurri. L’abbondante perdita di liquidi e Sali minerali deve essere ricompensata in maniera costante e continuativa per evitare anche ripercussioni dal punto di vista nervoso che aumentano la percezione della fatica. Recenti studi hanno provato che una perdita di acqua pari al 2% del peso corporeo può determinare un deficit nelle prestazioni sportive del 20%. E in vista del torneo brasiliano queste percentuali possono anche aumentare.

E’ quanto riporta In a Bottle in un focus su idratazione e mondiali di calcio: “Visto che parliamo di calcio in Brasile le acque migliori perché l’idratazione dei calciatori sono quelle ricche di calcio – afferma Alessandro Zanasi, idrologo ed esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino – Le acque calciche sono acque solitamente mineralizzate. Con la sudorazione si perdono elettroliti e minerali quindi bisogna reidratarsi abbondantemente con un’acqua ricca di Sali dove il calcio rappresenta un’alta percentuale di questi elementi. In condizioni straordinarie come quelle brasiliane l’idratazione deve essere continuativa e non a spot per evitare che il corpo perda liquidi e minerali e condizionare negativamente le performance agonistiche”.