Qualcuno di noi potrebbe soffrire di un disturbo chiamato misofonia e non esserne ancora al corrente. Ma di cosa si tratta? Secondo i ricercatori dell’Institute of Neuroscience della Medical School  presso la Newcastle University, che hanno avuto modo di occuparsene, la misofonia sarebbe un disturbo che si concreta nel fastidio per i suoni scatenanti, ossia quei suoni che quando giungono all’orecchio del soggetto interessato, scatenano una serie di fastidi. Il termine, infatti, significherebbe letteralmente odio del suono.

Chi soffre di misofonia detesta ascoltare suoni quali, ad esempio, il rumore prodotto da qualcuno che mangia (abbiamo presente chi succhia il brodo della ministra?! Ecco, qualcosa di molto simile), il ticchettio di un orologio o ancora qualcuno che mentre dorme russa, anche in modo non troppo eccessivo. Ascoltare questi suoni scatenanti, nei soggetti che soffrono di tale disturbo, causerebbe conseguenze quali sudorazione e accelerazione del battito cardiaco. Chiaro che un rumore molesto può dare fastidio a chiunque: la misofonia diventa effettivamente disturbo quando la reazione del cervello diventa del tutto incontrollata e ai limiti del patologico, provocando un’insofferenza che non può essere giustificata altrimenti.

La misofonia non è stata scoperta di recente in realtà. Già nel 2011 se n’era cominciato a parlato, anche se, almeno fino a questo momento, non erano stati pubblicati studi approfonditi in merito. I ricercatori inglesi, tra l’altro, avrebbero scoperto che esisterebbe un’area del cervello, ossia la corteccia insulare anteriore, che sarebbe addetta all’elaborazione delle emozioni e che nel caso di coloro che soffrono di misofonia sarebbe connessa in modo del tutto differente rispetto ad una situazione definita di normalità.