Il Mirto, nome scientifico Myrtus Communis, è una pianta aromatica molto diffusa nell’area mediterranea; cresce selvatica lungo i litorali, nelle siepi e nelle boscaglie, dal livello  del mare sino a quasi i 500 m di altitudine. Diffuso specialmente in Grecia, Italia e Spagna, il mirto produce un arbusto sempreverde di notevoli dimensioni. Può raggiungere i tre metri di altezza e presenta rami esili che portano piccole foglie ovali, coriacee e persistenti, di colore verde scuro. I fiori, intensamente profumati, sono di colore bianco e formati da cinque petali piuttosto grandi. La loro leggerezza e il loro colore candido, che spicca fra il fogliame verde scuro e brillante, fanno del Mirto un arbusto molto ornamentale. La fioritura avviene tra maggio e luglio ed è questo il periodo in cui la pianta raggiunge il suo massimo splendore. Nei mesi invernali, maturano invece i frutti, molto simili a mirtilli. In genere il loro colore è bluastro, ma esistono varietà che presentano bacche di colore bianco o rosso.

Come tutte le piante tipiche dell’area mediterranea, il Mirto necessita di sole, caldo e terreno molto ben drenato. Assicurate queste tre condizioni indispensabili, coltivare questa bellissima aromatica non è difficile. Oltre al Mirto comune, esistono inoltre alcune varietà molto ornamentali: del “Myrtus communis” da segnalare è la varietà “Variegata”, che presentare le foglie “macchiate” di color crema, particolarmente adatta per abbellire il giardino. Un’altra bellissima varietà, la “Myrtus communis subsp. Tarentina”, è invece un’ottima scelta se si desidera coltivare il mirto  in uno spazio contenuto e in clima mite. Raggiunge al massimo il metro e mezzo di altezza ed è una varietà a crescita lenta. Se poi si vuole coltivare il Mirto in terrazzo, ci si può orientare sul  “Myrtus communis varietà  Compacta”, varietà nana con foglie di un aroma così intenso che devono essere usate con moderazione nei cibi.

Come coltivare il Mirto

In generale, la pianta richiede climi miti, ma se gli si assicura la giusta protezione, può sopportare anche qualche lieve gelata. L’esposizione migliore è ben soleggiata, ma è anche buona norma addossare il Mirto ad un muro, che possa garantire protezione dai venti. La pianta andrà poi annaffiata periodicamente, procedendo solo quando il terreno si presenta ben asciutto. Il mirto sopporta infatti meglio la siccità e le estati torride ed afose che annaffiature eccessive, mentre non tollera in nessun modo i ristagni idrici. La pianta si sviluppa tuttavia al meglio in climi temperati e soprattutto se l’acqua non viene a mancare per lungo tempo. Le piante di Mirto si mettono a dimora in piena terra in autunno, preferibilmente in settembre-ottobre, o in primavera, tra marzo – aprile. Per avere una pianta rigogliosa, con spettacolari fioriture estive, prima di collocarle a dimora è bene concimare il terreno con concime a lenta cessione. Dopo la messa a dimora, per stimolare la crescita dei germogli laterali, si taglia il terzo superiore dei germogli principali. La potatura dei rami secchi va invece effettuata nel mese di marzo.

Si tratta di una pianta molto resistente, che raramente viene attaccata da malattie fungine. Tra i parassiti animali teme invece l’attacco di afidi e cocciniglia.

Coltivare il Mirto in vaso

Se si desidera coltivare questa bella aromatica in terrazzo, è necessario considerare che una volta cresciuta, la pianta richiederà di un vaso capiente (almeno mezzo metro di profondità e diametro), da collocare in pieno sole e al riparo di un muro, poiché il mirto non gradisce i venti freddi. La pianta non gradisce inoltre la presenza di sottovasi, che favorirebbero pericolosi ristagni idrici. Il Mirto sopporta bene la siccità, se coltivato in vaso occorrerà tuttavia annaffiarlo più frequentemente rispetto agli esemplari in piena terra, facendo sempre attenzione che il terreno sia ben asciutto fra un’annaffiatura e l’altra. Consigliate per la coltivazione in vaso sono poi le varietà più contenute; la pianta andrà comunque rinvasato a seconda delle necessità, anche tutti gli anni, successivamente sarà possibile sostituire solo il terriccio. Infine, con l’arrivo del’inverno, quando le temperature iniziano ad abbassarsi e prima che raggiungano lo zero, è bene ritirare la pianta in un ambiente fresco e luminoso.