Questa è la storia di Meshach, un gatto dal pelo rosso dal carattere dolce ma battagliero, che ha scampato la morte dopo essere stato quasi arso vivo e che non solo è guarito, ma ha anche trovato una casa con dei padroni che gli vogliono bene.

La storia è avvenuta in Oregon. Lo scorso dicembre Micheal Finn, un gattaro di Eagle Point che era solito dare da mangiare ai gatti randagi della zona, si vede arrivare Meshach davanti casa, coperto di bruciature sulla testa, sul corpo e sotto la coda. I suoi occhi erano talmente gonfi che il povero animale non riusciva neanche ad aprirli. Era evidente che al gatto era stato dato fuoco intenzionalmente. Inorridito da tanta crudeltà umana, Finn chiama immediatamente il centro per il soccorso degli animali della zona, che è intervenuto subito trasportando Meshach all’opedale per animali Best Friends Animal. Il personale ospedaliero si commuove appena vede in che stato è ridotto l’animale, ma fortunatamente non c’erano probelmi respiratori o bruciature sotto le zampe.

Al gatto era stato dato fuoco versandogli addosso del liquido infiammabile che poi si è appiccato in qualche modo. Mentre il gatto è in ospedale per le cure, la Humane Society mette una ricompensa di 2,500 dollari per chiunque avesse delle informazioni sulle investigazioni per trovare il colpevole.

35 giorni dopo, il gatto viene trasferito al Sanctuary One, un centro di recupero per animali in riabilitazione. Meshach indossa in collarone vittoriano per impedirgli di grattarsi o leccarsi le ferite ancora aperte e le bruciature, ma dopo un mese il collare può essere tolto. E’ qui che Meshach ha il suo nome, da quello di un personaggio biblico che fu salvato dal bruciare a morte grazie all’intervento divino e alla sua fede.

A gennaio Sanctuary One raddoppia la ricompensa per consegnare l’assalitore di Meshach alla giustizia: 5,000 dollari. E l’idea funziona. L’11 febbraio la polizia arresta un 17enne e lo cita per abuso d’animale aggravato, un crimine che negli States è considerato di classe C.

Ma è solo a marzo che Meshach trova una casa fissa, con una donna di 57 anni che aveva letto la sua storia sul Mail Tribune. La donna, che è rimasta anonima perché il caso del gatto è ancora aperto in tribunale, si è portata a casa il gatto, che non ha esitato a definire “uno spirito eccezionale”.

Ma non è finita qui: il bene attira altro bene, e pochi giorni fa il direttore di Sanctuary One ha ricevuto una donazione anonima di 52,000 dollari per aiutare l’attività di salvataggio degli animali che ne hanno bisogno.
Insomma, una storia a lieto fine per tutti.