Oltre alle temutissime caldane e ai non indifferenti sbalzi d’umore, la menopausa porta con sé anche insopportabili fastidi intimi come secchezza vaginale, facili irritazioni dopo i rapporti sessuali e, talvolta, perdite urinarie.

La causa è l’assottigliamento dei tessuti epiteliali e la diminuzione dell’idratazione della mucosa provocate dal calo di estrogeni, fenomeno che accomuna le donne dopo i 50 anni. I ginecologi hanno trovato una soluzione nel primo laser soft ereditato direttamente dalla medicina estetica  e  con un’azione ristrutturante sui tessuti che permette di evitare terapie ormonali sostitutive o lubrificanti che spesso possono scatenare effetti collaterali non indifferenti.

Il Responsabile del Reparto di Uroginecologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano Stefano Salvatore, in un’intervista sul settimanale Donna Moderna, afferma che il laser “Risveglia quella piccolissima percentuale di estrogeni locali che rimane quando le ovaie hanno smesso di funzionare e stimola la produzione di collagene, migliora la micro-circolazione sanguigna e restituisce così l’idratazione e l’elasticità dei tessuti riducendo anche il rischio di cistiti e perdite di urina“.

Secondo i risultati di uno studio condotto su 50 donne i sintomi si sono drasticamente ridotti in oltre cinque casi su dieci già dopo quattro sedute effettuate nel giro di un mese. La terapia deve essere ripetuta una volta all’anno e ciascuna seduta, già intrapresa da diversi poliambulatori, ha un costo di circa 200 euro, ma è già stata avanzata richiesta di convenzione con il Servizio sanitario nazionale.

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