Contro la meningite il rimedio senz’altro più efficace per non rischiare la propria vita è quello di vaccinarsi. Dopo l’ennesimo caso in cui una persona è morta poi, l’allarme è anche più evidente. Susanna Rufi era una giovanissima ragazza di vent’anni, di Roma, che tornava dalla Giornata della Gioventù che qualche giorno si è svolta a Cracovia, in Polonia, anche se il virus, per lei, potrebbe essere giunto mentre si trovava in Toscana, presso un camping.

Dopo aver appreso che la giovane è morta a causa della meningite, è scattata immediatamente la profilassi per tutte le persone che negli ultimi giorni sono entrati in contatto con lei. E adesso gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità consigliano a tutti i genitori di far fare ai figli il vaccino prima di mandarli all’estero, che si tratti di Europa o che si tratti di Paesi più esotici. Se questo accadesse, dichiara Gualtiero Ricciardi (presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) a La Repubblica, almeno il 90 per cento di casi di meningite sarebbe debellato.

Ad ogni modo però, non sembra il caso di creare allarmismi più di quanto sia necessario. Ricciardi rassicura che i casi di meningite non stanno aumentando e che il numero è piuttosto costante, sia in Italia sia in altri Paesi. L’idea di far vaccinare i giovani è senz’altro dovuta al fatto che questi ultimi sarebbero i più esposti ad una malattia, come la meningite, che è mortale in almeno il 10 per cento dei casi che si verificano.

Susanna Rufi avrebbe potuto contrarre il virus nel campeggio Punta Ala in Toscana, una regione particolarmente interessata dai casi di meningite e che negli ultimi mesi è spesso finita sotto i riflettori proprio per questo motivo. Gli ospiti del camping che vi hanno soggiornato dal 21 al 23 luglio sono stati invitati a rivolgersi alla Asl per procedere con la profilassi preventiva.