La meningite è una grave malattia infiammatoria che coinvolge le meningi (membrane che rivestono il cervello) ed il liquido cefalorachidiano. Se non viene rapidamente individuata e trattata, tale infiammazione può evolvere fino a causare la morte del paziente, oppure causare gravi danni neurologici, che possono comprendere sordità, ritardo mentale, paralisi motorie ed epilessia.

Esistono varie forme di meningite; in genere si distinguono tuttavia due gruppi principali: la meningite di tipo virale e quella batterica.

Indipendentemente dalla tipologia di microrganismo che causa la malattia, i primi sintomi della meningite comprendono:

  • dolori alle gambe e alle giunture
  • piedi e mani fredde
  • alterato colorito della pelle

Con l’aggravarsi dell’infiammazione si manifestano quindi:

  • febbre
  • sonnolenza e alterazione dello stato di coscienza
  • forte mal di testa
  • rigidità del collo
  • eruzioni cutanee a chiazze
  • sensibilità alla luce
  • nausea e vomito
  • convulsioni

In presenza di questi sintomi, è necessario ricorrere rapidamente all’assistenza di un medico ed al ricovero ospedaliero. Se la meningite di tipo virale si risolve infatti spontaneamente nel giro di una settimana circa, la meningite batterica è molto più temibile, con un tasso di mortalità pari al 5-10% dei casi. Pur trattandosi della forma di meningite meno frequente, è tuttavia anche la più grave, tanto da essere comunemente definita ‘meningite fulminante’, poiché molto aggressiva e a rapida evoluzione.

La meningite batterica si distingue in: meningococcica, stafilococcica e pneumococcica. L’identificazione del microrganismo responsabile della malattia viene effettuata tramite l’analisi di un campione di liquido cerebrospinale. Tanto prima viene caratterizzato e identificato il ceppo batterico scatenante, tanto più efficace sarà la cura.

Per la meningite di tipo batterico viene generalmente attuata una terapia a base di:

  • antibiotici
  • liquidi somministrati per via endovenosa
  • corticosteroidi, per alleviare l’infiammazione delle meningi

Se la malattia risulta essere molto aggressiva, il medico può inoltre somministrare farmaci per prevenire le convulsioni e sostenere la pressione sanguigna. In casi gravi è infine possibile dover ricorrere ad ossigenoterapia o ventilazione meccanica per evitare danni cerebrali.