La meningite è una malattia a carattere infiammatorio che colpisce le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, le meningi. La funzione di queste tre membrane (pia madre, aracnoide e dura madre) è quella di proteggere il sistema nervoso centrale dalle infezioni. Quando un agente patogeno minaccia quest’area, la dura madre (la meninge più esterna) diventa quindi più permeabile, così da permettere un maggior afflusso di globuli bianchi, deputati alla difesa dell’organismo dai microorganismi patogeni. Tale meccanismo determina tuttavia l’infiammazione delle membrane stesse, con la conseguente formazione di edema, cioè un accumulo di liquidi all’interno della scatola cranica. Si innesca così una reazione a catena che porta all’aumento della pressione intracranica, cattiva ossigenazione dei tessuti e conseguente rischio di danni cerebrali.

Nel caso della meningite fulminante (provocata dal meningococco) le conseguenze possono essere talmente gravi da determinare la morte nel giro di poche ore (24-48 ore dalla comparsa dei sintomi), nonostante la tempestiva somministrazione di specifici antibiotici. In media, la malattia meningococcica provoca il decesso di 1 paziente su 10. Tra quelli che guariscono, circa il 20% va tuttavia incontro a disabilità permanenti.

Tra le conseguenza più frequenti della meningite fulminante si segnalano:

  • problemi dell’udito: il 10% dei bambini colpiti da meningite batterica soffre di un certo grado di sordità permanente
  • cecità permanente o menomazione parziale della vista, causata dagli sbalzi di pressione intracranica che caratterizzano la fase acuta della malattia.
  • la paralisi cerebrale, con conseguenti danni alle funzioni cerebrali, che sovente si traducono in riduzione delle capacità di comunicazione e apprendimento
  • danni ai reni e alle ghiandole surrenali

Più raramente l’infezione può determinare l’insorgenza di epilessia o di una complicazione molto pericolosa chiamata setticemia. Si tratta di un’infezione del sangue con alto tasso di mortalità, che può rendere necessaria l’amputazione di aree del corpo, tra cui dita o arti, qualora si verifichi un grave danno ai tessuti.