Nel caso in cui si sia entrati in contatto con una persona cui è stata diagnosticata la meningite batterica, è opportuno consultare il proprio medico, il quale stabilirà se è necessario effettuare una profilassi antibiotica.

Questa viene solitamente raccomandata ai soggetti che nei 7/10 giorni precedenti alla data della diagnosi hanno avuto contatti ripetuti e prolungati con il malato, come familiari conviventi (specialmente bambini piccoli), compagni di stanza, o comunque persone che abbiano soggiornato/mangiato spesso in casa del paziente o siano entrati in contatto con la sua saliva (es. con un bacio, condivisione di stoviglie o spazzolini da denti). In caso di meningite batterica, la profilassi è infine raccomandata per il personale sanitario direttamente esposto alle secrezioni respiratorie del malato (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

Se si rientra in tali casistiche, si è considerati ad elevato rischio d’ infezione da meningococco (batterio responsabile della meningite) ed è quindi caldamente raccomandato sottoporsi al più presto a profilassi antibiotica (anche detta chemioprofilassi). Essa consiste in un trattamento preventivo basato sulla somministrazione di farmaci antibiotici in grado di agire attivamente contro il meningococco (come la Rifampicina, il Ceftriaxone e la Ciprofloxacina). Si consiglia inoltre di restare sotto stretta sorveglianza sanitaria per una decina di giorni (massimo periodo di incubazione della malattia). Nel caso in cui la malattia dovesse manifestarsi, sarà così possibile intervenire in maniera tempestiva con una terapia adeguata. Seppur vivamente consigliata, la profilassi antibiotica ha infatti un’ efficacia che si attesta attorno all’ 80% dei casi, quindi non scongiura con assoluta certezza la possibilità di contrarre la malattia.

Generalmente, la profilassi non viene invece raccomandata in caso di contatto casuale o indiretto (come per esempio compagni di classe o di lavoro, o comunque ogni qualvolta non vi sia stata esposizione diretta alle secrezioni orali del malato).