La meningite è una malattia infiammatoria che colpisce le membrane che circondano il cervello e il midollo spinale. L’ infezione può essere di tipo virale o causata da batteri: mentre la meningite virale ha decorso benigno e si risolve in 8/10 giorni, il contagio da meningite batterica, seppur più raro, è molto pericoloso.

L’ infezione da meningococco è la causa più comune di meningite batterica, interessando prevalentemente i bambini, ma il contagio può riguardare anche adolescenti e individui adulti.

I batteri si diffondono per via aerea, in un raggio massimo di due metri circa. Il contagio avviene quindi principalmente a seguito di stretti contatti con la persona infetta. La meningite si trasmette dunque da persona a persona, tramite minuscole gocce di liquidi provenienti da gola e naso, che si propagano nell’ ambiente nel caso di colpi di tosse, starnuti o mentre si parla. Si può inoltre contrarre la malattia condividendo gli alimenti, le stoviglie, i fazzoletti, gli asciugamani, o baciando un soggetto malato.

Bisogna tuttavia ricordare che il batterio sopravvive solo per un brevissimo periodo di tempo al di fuori dell’ organismo, quindi il contagio avviene solitamente tra persone rimaste a stretto contatto per lungo tempo, come nel caso di famigliari stretti, o comunque persone che vivono nella medesima abitazione. Il contatto casuale che può avvenire a scuola o sul posto di lavoro, anche se l’ ambiente è frequentato da una persona infetta, solitamente non determina invece la trasmissione dell’ infezione. Nel caso di diagnosi certa, la profilassi scatta infatti solo per le persone che sono state a stretto e ripetuto contatto con il malato, che risulta particolarmente infettivo nei giorni immediatamente precedenti alla manifestazione della malattia e nella sua fase acuta. Anche nei luoghi pubblici, è comunque buona norma rispettare le basilari norme igieniche al fine di scongiurare eventuali contatti con particelle di liquido infetto.