La meningite è una patologia infiammatoria che colpisce le membrane che rivestono cervello e midollo spinale: le meningi. L’infezione può essere provocata da virus, funghi, parassiti o batteri e colpisce prevalentemente soggetti in età pediatrica. La forma più comune di meningite è quella di origine virale – anche detta asettica – che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nel giro di una settimana/10 giorni, senza conseguenze per il paziente. Ben più temibile, seppure più rara, è invece la meningite batterica – anche definita fulminante – poiché estremamente aggressiva e violenta. Se non trattata con tempestività, questa particolare forma di meningite può infatti condurre alla morte del paziente, o avere esiti gravemente invalidanti.

I batteri responsabili della meningite sono essenzialmente tre: il meningococco (o Neisseria meningitidis), il pneumococco (o Streptococcus pneumoniae) e l’emofilo (Haemophilus influenzae tipo b o Hib). Tra questi, il meningococco è l’agente batterico responsabile della forma più temibile di meningite. In particolare, i sottotipi di meningococco in grado di causare infiammazione delle meningi sono il meningococco A, B, C, il cosiddetto W135 ed il meningococco Y.

Per quanto riguarda l’Italia, si segnalano circa 1.000 casi di meningite batteria l’anno. I primi sintomi sembrano quelli di una comune influenza, comprendendo febbre alta, mal di testa e nausea, a cui si aggiunono presto dolore alla nuca, rigidità nucale, dolore alle tempie, nonché dolore e rigidità a livello del collo (il sintomo più specifico che consente la diagnosticare la meningite). A circa 15 ore dal contagio, possono poi comparire sonnolenza, alterazione dello stato di coscienza, macchie rosse sul collo, convulsioni ed episodi di vomito. Al primo sospetto di meningite, il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico o presso strutture ospedaliere in grado di fornire adeguate cure. Una volta confermata la diagnosi, il trattamento della meningite batterica si basa su specifiche terapie antibiotiche. Tanto più precocemente viene somministrata la cura, tanto più efficace sarà il trattamento. L’identificazione dello specifico batterio che causa la malattia è inoltre fondamentale sia per la scelta della tipologia di antibiotico, sia per stabilire la necessità di sottoporre a profilassi i famigliari del malato.

La vaccinazione resta comunque l’unico metodo efficace  per prevenire la meningite batterica. Ad oggi sono disponibili specifici vaccini per ciascuno dei principali batteri responsabili: Haemophilus Influentiae di tipo B (compreso nel vaccino esavalente), Pneumococco (contro cui si viene vaccinati nei primi mesi di vita) e Meningococco (per cui esistono 3 tipi di vaccino: MenC, MenB e il vaccino coniugato antimeningococco A,C,W135 e Y).