Nuovo allarme meningite: i medici dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma segnalano tre ulteriori casi tra i lattanti. Una particolare forma della malattia che si riteneva debellata da tempo e che potrebbe essere legata al drastico calo delle vaccinazioni, osservato proprio di recente nel nostro paese.

Non sembra esserci un legame effettivo nella modalità in cui i tre piccoli pazienti (2, 3 e 5 mesi) hanno contratto la Haemophilus influenzae di tipo B. Uno di loro è appena finito in terapia intensiva per la criticità raggiunta dalle sue condizioni. Molto spesso, purtroppo, non basta il tempo per intervenire dopo l’insorgenza dei primi sintomi e vincere contro la malattia. I dottori insistono quindi sull’importanza della prevenzione, dato che esiste un vaccino specifico che protegge i bambini da questo pericoloso batterio tornato nuovamente in circolazione.

Quello per la meningite che colpisce i neonati non è un vaccino presente nella lista degli “obbligatori”, ma resta fortemente consigliato ed è comunque gratuito. Dal Bambin Gesù spiegano che “il picco di maggior incidenza della meningite è nel primissimo anno di vita. Quanto prima si procede con la vaccinazione tanto maggiore è la copertura. Questo significa che chi non si vaccina non danneggia soltanto se stesso, ma mette a repentaglio anche gli altri. Attualmente accade anche che siano giovani e adulti che non hanno effettuati i richiami vaccinali, o anziani non vaccinati, a contagiare bambini e neonati”.

La meningite resta una malattia molto grave, con un alto tasso di mortalità. Nonostante i progressi della scienza, i dati ci dicono infatti che un malato su cinque perde la vita. E dato che si parla di sistema nervoso centrale compromesso, molto spesso anche chi esce dal tunnel deve poi convivere con conseguenze molto gravi, che spaziano tra sordità, epilessia e paralisi.