Da molto tempo, ormai, si parla di meditazione come di uno strumento per raggiungere il benessere fisico oltre a quello mentale.

La meditazione proviene dall’Oriente ed è una pratica compresa in molte religioni e filosofie di queste lontane terre che, con gli anni, sono arrivate fino a noi.

Con il tempo sono stati sviluppati tantissimi modi diversi di praticare la meditazione, e anche gli scopi a cui questa tende sono diversi nelle diverse discipline. In realtà, però, la meditazione così come si intende nei luoghi in cui questa ha origine, serve per raggiungere uno stato di consapevolezza superiore.

È su questo punto che si sono concentrati alcuni studiosi dell’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, che hanno sottoposto 34 volontari, tutti conoscitori delle tecniche di meditazione, per capire come questa possa influire sulla consapevolezza del mondo esterno e sulla percezione dei messaggi subliminali.

Dopo l’esperimento, gli studiosi hanno potuto constatare che la meditazione aumenta la percezione degli stimoli esterni e porta l’individuo a poter accedere a delle aree del cervello che solitamente sono inutilizzate nella normale vita di tutti i giorni. S i tratta appunto delle aree in cui il cervello immagazzina delle informazioni che non riescono ad essere processate dalla mente conscia ma che sono comunque presenti nel nostro bagaglio.