I tipi di cancro della pelle sono delle forme più gravi di malattie della pelle. Secondo la medicina macrobiotica, i soggetti colpiti da queste affezioni  dovrebbero interrompere il consumo di tutti cibi estremamente e yang ed estremamente  yin, e dovrebbero iniziare la dieta macrobiotica standard. Nell’ambito degli alimenti previsti nella dieta macrobiotica dovrebbero evitare il pesce, la frutta, insalata e le noci, sebbene si possano occasionalmente consumare dei semi oleaginosi. Una masticazione completa è essenziale per ripristinare la qualità del sangue. Per qualsiasi tipo di cancro, ogni boccone deve essere masticato almeno 100 e preferibilmente 200 volte. Secondo l’approccio macrobiotico tradizionale, le affezioni cancerose della pelle sono relativamente facili da guarire e seguendo le poche indicazioni indicate sopra (sebbene restrittive), se ne prevede il successo praticamente in ogni caso.

I LIMITI DELLA MEDICINA OCCIDENTALE SECONDO MICHIO KUSHI

Michio Kushi, papà della macrobiotica, ha mosso alcune critiche ben precise all’approccio terapeutico della medicina occidentale: la medicina moderna – dice Kushi – curerà frequentemente il cancro della pelle mediante radiazioni, chemioterapia, oppure ricorrendo all’intervento chirurgico. Questi approcci sintomatici denunciano però – sempre secondo Kushi – una incompleta comprensione della causa che ha provocato tale malattia in sé e quindi anche della possibilità di eliminarla dall’interno rimuovendone la causa. Anche se le suddette terapie riescono ad eliminare i sintomi esterni, la malattia farà la sua ricomparsa se il paziente non trasforma la qualità delle sue condizioni interne.

I PREBLEMI DELL’ACCUMULO DEGLI ECCESSI

Le malattie della pelle di solito non sono molto gravi, poiché, nella maggioranza dei casi, l’eliminazione delle scorie tossiche permette agli organi interni e ai tessuti di continuare a funzionare regolarmente. Tuttavia se si continua a mangiar troppo, il corpo comincerà ad accumulare gli eccessi.

Vedremo prossimamente quali sono i problemi che comporta l’accumulazione.