Vi ho già accennato alla teoria secondo la quale, per la medicina macrobiotica, la salute è il prodotto di uno stato di equilibrio del corpo, dovuto ai cibi che mangiamo. Se mangiamo in modo scorretto, si produrrà uno squilibrio e, da qui, si svilupperà la malattia secondo un decorso in successivi stadi.

COME SI MANTIENE L’EQUILIBRIO ALIMENTARE?

Ma come si fa a sapere come mantenere quest’equilibrio nell’organismo? Gli orientali hanno suddiviso i cibi in Yang e Yin, secondo la famosa teoria dello Yin-Yang. La dieta attuale della stragrande maggioranza delle persone comprende elementi di entrambe queste categorie. Se si consumano con regolarità prodotti dell’uno o dell’altro gruppo si è attratti automaticamente dagli alimenti del gruppo opposto. Ciascuno di noi tende all’equilibrio di yin e yang; nella maggioranza dei casi questo equilibrio viene mantenuto intuitivamente senza che il soggetto ne sia consapevole. Tuttavia è molto difficile equilibrare alcuni alimenti, come quelli che elencherò qui sotto, perché si tratta di cibi che sono più Yang o più Yin rispetto a quelli previsti dalla dieta macrobiotica standard. Dopo 10, 20, 30 anni di alimentazione con cibi che appartengono a queste categorie, le condizioni fisiche cominciano a diventare o eccessivamente yang o eccessivamente yin o entrambi. In generale, la dieta di questo tipo finisce col creare uno stato caotico di squilibrio cronico.

Eccoli qua.

I CIBI PIU’ YANG

Molti dei cibi che si consumano oggi regolarmente sono più yang di quelli previsti dalla dieta standard. Questi prodotti, mangiati quotidianamente da molte persone, sono:

  • Uova.
  • Carne (vaccina, suina, ovina, ed altra).
  • Pollame (pollo, tacchino, ed altro).
  • Sale: il sale viene spesso usato come conservante al fine di evitare la putrefazione della carne e di altri prodotti animali. Generi come il prosciutto, la pancetta affumicata, le salsicce, eccetera sono spesso conservati in questo modo; talora ad essi viene aggiunto del sale anche dopo la cottura. Nel caso in cui non venga usato il sale, per evitare la putrefazione si usano delle sostanze chimiche. Queste ultime hanno un effetto opposto, cioè yin. Se si consumano regolarmente dei prodotti di questo tipo il quantitativo di sale assorbito tende ad essere eccessivo.
  • Formaggio (le qualità più salate).

I CIBI PIU’ YIN

I seguenti prodotti, che sono oggi tutti consumati regolarmente, sono più yin di quelli previsti dalla dieta macrobiotica:

  • Sostanze chimiche (additivi, insetticidi, fertilizzanti, prodotti farmaceutici, medicazioni, eccetera).
  • Zucchero.
  • Cioccolata.
  • Miele, sciroppo d’acero, ed altri zuccheri semplici.
  • Saccarina ed altri dolcificanti artificiali.
  • Analcolici ed altre bibite artificiali.
  • Frutta tropicale e semi-tropicale come arance, pompelmi, banane, ananas, mango, papaya, eccetera.
  • Ortaggi di origine tropicale e semi-tropicale, comprese le patate, i pomodori, melanzane, gli avocado, eccetera.
  • Ortaggi che hanno effetto acidificante come gli asparagi, gli spinaci, le barbabietole, le zucchine, i peperoni, eccetera.
  • Aceto artificiale, prodotto industrialmente.
  • Prodotti lattiero-caseari lavorati industrialmente trattati chimicamente come il latte, il burro, il formaggio (per esempio, i formaggi carnosi, tipo cottage cheese, ed altri latticini) e lo yogurt.
  • Farina ed altri prodotti cerealicoli raffinati.
  • Condimenti e salse speziate come ketchup, la mostarda, il pepe, il peperoncino piccante ed altri.
  • Alcol.
  • Tè e caffè prodotti commercialmente.
  • Thè aromatizzati che hanno un effetto stimolante, come quelli alla menta o alla menta piperita.

GLI EFFETTI DEI CIBI TROPPO YIN O TROPPO YANG

Generalmente, i cibi compresi in entrambe le categorie producono un effetto acidificante nel flusso sanguigno. I cibi elencati nella dieta standard, che sono tutti più prossimi ad un equilibrio mediano centrale, alcuni creano condizioni leggermente acide, mentre altri producono condizioni leggermente alcaline. Nel complesso, una dieta di questo tipo manterrà nel flusso sanguigno una condizione di lieve alcalinità.