Dopo la fase dello sviluppo delle malattie della pelle, la medicina macrobiotica fa seguire la fase dell’accumulazione.

A questo stadio, il volume delle tossine supera la capacità di eliminazione dell’organismo, che comincia quindi ad accumularle. Tuttavia, queste scorie tendono a depositarsi verso le zone periferiche del corpo, parcolarmente nelle regoni a contatto con l’esterno. Cominciamo a considerarle singolarmente, a partire dai seni para-nasali e frontali.

I SENI PARA-NASALI E FRONTALI

In queste cavità avviene più comunemente il ristagno dei prodotti di rifiuto tossici. Il muco si accumulerà spesso in quest’area, così da defluire verso l’esterno attraverso il naso e gli occhi. Spesso, allorché polvere o polline entrano dalle narici, le membrane mucose reagiscono sforzandosi di espellere quanto più rifiuti possibile. Reazioni del genere sono note come febbre da fieno o allergia, che altro non sono se non meccanismi di scarica.

LA DIAGNOSI

Per diagnosticare i disturbi ai seni paranasali e frontali, occorre una diagnosi dettagliata. La medicina macrobiotica utilizza le tecnine orientali di diagnosi che individua dei punti precisi che risultano dolenti alla pressione, specie nei soggetti in cui ristagnano dei depositi di muco.

I MOXA

In queste condizioni possono essere d’aiuto dei moxa, o cauterizzazioni, applicati nei punti corrispondenti. Se non è possibile disporre di moxa, li si può sostituire usando una sigaretta accesa, preferibilmente di una qualità che abbia il tabacco ben pressato. Per l’esecuzione, bisogna utilizzare i punti di pressione specifici che risultano dalla diagnosi dei punti di pressione. Con l’applicazione dei moxa in questi punti, 2 volte al giorno per diversi giorni, il muco depositato comincerà ad ammorbidirsi.

L’IMPIASTRO DI RADICE DI LOTO

Altra applicazione esterna efficace nella cura della congestione dei seni paranasali e frontali è l’impiastro di radici di loto. Questo metodo può favorire lo scioglimento di muco accumulatosi per anni. Prima di applicare quest’impiastro, fate un impacco di acqua calda o di zenzero sulla parte. Si può interrompere l’applicazione degli impacchi allorché la parte si sarà arrossata e allora si dovrà immediatamente applicare l’impiastro di radice di loto.

Per la preparazione dell’impiastro, grattugiare senza sbucciarla una radice di loto fresca (reperibile nella maggior parte dei negozi di prodotti alimentari orientali e naturali). Se la polpa grattugiata è poco consistente ed acquosa, rendetela più compatta con l’aggiunta di circa il 10-15% di farina bianca di frumento. La polpa grattugiata deve avere una consistenza pastosa. Aggiungete circa il 5% di zenzero grattugiato e mescolate bene. Questo impiastro dovrebbe quindi essere applicato direttamente sulla pelle per uno spessore di circa 2 cm che deve coprire l’intera regione dei seni frontali e nasali, specialmente con una benda di cotone. Tale impiastro deve essere applicato immediatamente prima di andare a letto e dev’essere lasciato in applicazione fino al mattino dopo, quando verrà rimosso con una semplice abluzione. Il procedimento dovrebbe essere ripetuto per diverse sere consecutive, dopo di che comincerà a fuoriuscire una grande quantità di muco. Nella sostanza così scaricata può esservi del muco che ha ristagnato nei seni per anni, come possono esservi delle pietruzze di calcio che spesso vengono espulse con starnuti.