Ho letto di recente una presentazione del dottor Robert Mendelsohn al libro “Medicina Macrobiotica” di Michio Kushi (ed. Mediterranee) e sono rimasta colpita dalla sua lunga dissertazione volta a svelare le bugie dei pediatri per indirizzare i genitori verso scelte alimentari e mediche più interessate all’economia dell’industria alimentare e farmaceutica che a tutelare la salute dei bambini. Certo, che il sistema fosse sbagliato lo avevano già denunciato in molti, in tutto il mondo. Ma Mendelshon, lungi dall’avallare teorie campate per aria, racconta una storia che tutti dovrebbero conoscere. Provo a riassumervela qui.

CHI E’ ROBERT MENDELSOHN?

Professore aggregato presso il dipartimento di Medicina Preventiva e di Salute Pubblica della scuola di medicina Abramo Lincoln dell’Università dell’Illinois; articolista dell’albo nazionale giornalistico “The People’s Doctor”, Direttore medico presso l’Ospedale Americano Internazionale di Zion, nell’Illinois; Ex-Direttore Nazionale del servizio di consulenza medica, progetto Head Start; Ex-Presidente della Commissione d’Esame per l’Esercizio della Medicina nello stato dell’Illinois.

Insomma… Robert Mendelsohn è un medico. Anzi, non un medico qualsiasi: un pediatra. Uno di loro.

IL DECLINO DELLA MEDICINA CONVENZIONALE

La premessa dell’autore parte da un dato di fatto: negli ultimi decenni si è assitito ad un diffuso e giustificabile declino della pubblica fiducia nei confronti della medicina convenzionale (quella occidentale), tanto che in molti hanno avanzato l’ipotesi che la “medicina moderna” non esista affatto. Infatti, se si prendono in esame le sei specializzazioni mediche più importanti, “spogliate del loro cammuffamento”,  diventa difficile stabilire quanto esse possano essere reali. Il primo esempio che cita Mendelsohn è proprio quello della pediatria.

LA PEDIATRIA E L’INDUSTRIA DEI CIBI PRONTI

Nei primi decenni del 1900 in pediatria non esistevano che poche migliaia di professionisti. Il loro numero non aumentò quasi per nulla fino a che le “Rosie the Riveters”  (le madri di famiglia americane che avevano i mariti al fronte) non andarono a lavorare nelle fabbriche di armamenti durante la 2ª guerra mondiale, fornendo così un grande impulso all’industria alimentare e dietetica per l’infanzia. Da allora il numero dei pediatri è almeno decuplicato, mentre le vendite di alimenti dietetici per l’infanzia sono aumentate di molte volte quel numero. Senza l’approvazione dei pediatri, il latte di vacca e quello di soia non avrebbero potuto in alcun modo sostituirsi così rapidamente e completamente al latte materno.

LE DONNE TRA ALLATTAMENTO E LAVORO

Per darne un’idea, basta vedere i dati delle università statali del Mid-West, che curavano per la maggior parte poveri, e nei quali l’incidenza delle madri che allattano al seno è scesa del 99% all’1% in un lasso di tempo di 10 anni. Questo perché i pediatri ed i loro collaboratori, infermieri, operatori sociali, hanno offerto gratuitamente degli alimenti dietetici per l’infanzia ad ogni puerpera. Questo “dono” veniva accompagnato da quelle Mendelsohn definisce “le dolci menzogne del medico” per sedurre alla facilità di alimentare il bambini attraverso prodotti già pronti, verso donne che erano già spinte al lavoro, sia da necessità economiche, sia dalla propaganda centrata sulla “realizzazione della propria personalità”.

L’EREDITA’ DELLA NUTRIZIONE ARTIFICIALE

Le false promesse di questi specialisti – scrive Mendelsohn - hanno cullato almeno due generazioni di madri con sogni di sicurezza che le inducevano ad esporre sconsideratamente, ma anche con la massima fiducia, le loro tenere creature all’incubo di malattie praticamente inesistenti nei neonati allattati al seno (acrodermatite enteropatica, tetania ipocalcemica, ipotiroidismo neonatale, meningite, enterocolite necrotizzante e morte infantile improvvisa) e ad assicurare per il futuro a questi neonati con alta incidenza di gastroenteriti, polmoniti, eczema, febbre da fieno, asma, obesità, ipertensione a che arteriosclerosi.”

PERCHE’ I PEDIATRI MENTONO?

Naturalmente i pediatri hanno operato con il più puro dei motivi – prosegue Mendelsohn -, ma non possono addurre l’ignoranza come scusa. Loro conoscevano la verità, dato che studi scientifici, quasi senza eccezioni, hanno ripetutamente indicato come i più elevati tassi di mortalità e di malattie siano associati con l’alimentazione dietetica artificiale.” Allora perché lo hanno fatto? Perché hanno detto alle madri -  e ai padri -  con parole velate i prodotti dell’industria alimentare per l’infanzia erano un surrogato accettabile del latte umano? Perché hanno condotto madri e neonati lungo il viale fiorito che conduce a questa macabra fine?

Le ragioni sono probabilmente molteplici, compresa l’avidità (pediatri e pediatria forse non potrebbero esistere senza le industrie alimentari dietetiche per l’infanzia), la stupidità (la categoria dei medici, attraverso il corso della storia, non ha brillato per l’indipendenza intellettuale), l’ignoranza (la molteplicità delle riviste mediche garantisce l’abolizione delle comunicazioni ed i medici non si abbassano a leggere quotidiani e periodici) e la condotta fuorviante (i medici dichiarano di avere sempre le migliori intenzioni, mentre tutti sanno di che cosa è lastricata la strada che conduce all’inferno).”

Insomma, accuse che possono essere considerate anche oggi attuali. Certo è che – come considera il medico – le ragioni sono relativamente insignificanti per coloro che ne sono danneggiati.

La ricetta per fallire nella professione di pediatria è semplice: dire alla madre la verità! Dir loro che il poppatoio minaccia la vita e la salute del loro bambino. Questo farà sentire colpevoli le madri che adottano l’allattamento artificiale (un peccato mortale in pediatria): queste, di conseguenza, scambieranno medico lasciando che il pediatra sincero segua le mamme con i bambini allattati al seno, i quali non si ammaleranno quasi mai. Fine della professione!

Insomma, la morale della storia è davvero semplice: se un bambino non si ammala, a che serve il pediatra?

Ma Mendelsohn non si ferma qui e va a “distruggere” anche le altre figure di base della medicina moderna. Ve ne parlerò presto…