Almeno una volta nella vita capita a tutti di avere il singhiozzo, e non solo da bambini. Il singhiozzo è causato dall’acuto suono inspiratorio prodotto dallo spasmo della glottide e del diaframma. Nella medicina ayurvedica viene chiamato hikka raga ed il suo manifestarsi dipende da vari sintomi a seconda dei dosha implicati nella patogenesi della malattia.

RIMEDI AYURVEDA PER IL SINGHIOZZO

La cenere di piume di pavone è considerata la migliore terapia per il singhiozzo. Viene data in una dose di 0,125 mg mescolata con il miele, sei volte al giorno. Ma poiché questo rimedio tradizionale non è esattamente diffuso o semplice da trovare nelle nostre zone, per la cura di questa malattia viene generalmente impiegato l’eladi vati, che contiene come ingrediente importante il cardamomo. Mescolato con il miele, viene preso in pastiglie da succhiare in dosi di una, sei volte al giorno. Per attenuare il movimento verso l’alto di vayu, si deve dare al paziente sukumara ghrita, da prendere con il latte in una dose di un cucchiaino da tè, tre volte al giorno.

LA DIETA CHE FA PASSARE IL SINGHIOZZO

Per questa malattia è molto utile kulattha: al paziente se ne può dare il succo o se ne può fare una minestra o si può preparare con dal. Si possono anche dare riso avanzato, patola, rafano tenero, limone, latte di capra e aglio. Sono controindicati cibi grassi, cibi freddi e masha.

ALCUNI ACCORGIMENTI

Se il singhiozzo è prodotto da una condizione psiconeurotica il paziente dovrà sottoporsi a psicoterapia. E’ consigliato il riposo, e non bisognerebbe soffocare alcun impulso naturale durante il periodo della guarigione.