Definita la “malattia dei re”, la gotta in realtà non è sintomo di eccessi alimentari. I cristalli di acido urico hanno la forma di piccoli laghi: quando nel sangue il livello di questa sostanza aumenta, i cristalli tendono a depositarsi in alcune articolazioni dove, per la loro forma combinata, provocano un dolore particolarmente intenso. Due ottime tecniche di medicina alternativa per curare la gotta sono la terapia nutrizionale e l’omeopatia, ovvero rimedi naturali per contrastare il problema.

TERAPIA NUTRIZIONALE

  1. Evitare gli alimenti ricchi di purine – L’acido urico è un prodotto di scarto derivante dal metabolismo delle purine alimentari. Sono alimenti ricchi di purine la carne (anche le interiora e gli estratti di carne), il pesce, i molluschi, il lievito e gli estratti di lievito, i piselli, i fagioli, le lenticchie, gli asparagi, gli spinaci e i funghi; a questi si aggiungono la birra e altri alcolici. Tradizionalmente, si consiglia ai malati di gotta di ridurre il consumo di questi cibi. La misura può avere tuttavia un effetto limitato, dal momento che le purine presenti nel sangue sono sintetizzate per la maggior parte dell’organismo e non sono di origine alimentare.
  2. Alcolici -  Da tempo è nota la correlazione fra il consumo di alcolici, l’alta concentrazione ematica di acido urico e la gotta. Si ritiene quindi che limitare il consumo di alcol aiuti a curare e a prevenire la gotta, ma si tratta di un’ipotesi ancora da dimostrare.
  3. Sindrome da insulinoresistenza – Alcune evidenze indicano una correlazione fra iper-uricemia, gotta e sindrome da insulinoresistenza, condizione che può precorrere la cardiopatia e il diabete, e caratterizzata da vari fattori fra cui il sovrappeso (tipicamente concentrato nella fascia centrale del corpo), ipercolesterolemia totale, alti livelli ematici di trigliceridi, bassi livelli di colesterolo “buono” (HDL) e ipertensione. A questa sindrome è legata a una serie di fattori di base a, uno dei quali sembra essere il consumo eccessivo di zuccheri e di carboidrati raffinati. Uno studio ha testato i potenziali benefici della dieta ipoglucidica (a basso tenore di carboidrati) in un gruppo di uomini di mezza età affetti da gotta. Costoro hanno ridotto il consumo di pane, patate, riso e pasta a vantaggio di grassi sani come olio di oliva, frutta secca e pesci oleosi quali salmone, trota e sardine. Dopo 16 settimane di dieta, si sono riscontrati una notevole diminuzione del livello di acido urico e di colesterolo, un salutare calo di peso e un minor numero di attacchi di gotta. Si può concludere che limitare il consumo di carboidrati, soprattutto di zuccheri e amidi raffinati, può essere un’efficace strategia di lungo periodo per combattere la sindrome da insulino resistenza e la gotta.

OMEOPATIA

La gotta è una malattia metabolica che si manifesta principalmente con il dolore e l’infiammazione articolare, ma che può interessare anche altri organi, soprattutto i reni. Per questo motivo, il trattamento della sola infiammazione articolare può risultare insufficiente. I rimedi omeopatici prescritti più di frequente sono Benzoicum acidum, Ledum palustre e Lycopodium.

  • Benzoicum acidum: È indicato per la gotta che colpisce l’alluce. Possono esservi anche dolore al tendine di Achille, sopra il calcagno, e piccoli tofi in altre parti del corpo. La caratteristica principale dei soggetti Benzoicum acidum è tuttavia l’odore molto intenso della loro urina.
  • Ledum palustre: È indicato per la gotta alla base dell’alluce, che si presenta gonfia e sensibile, ma insolitamente chiara anziché arrossata. La caratteristica principale del tipo di gotta che risponde a Ledum palustre è il sollievo dato dal freddo: porre l’alluce in acqua fredda o camminare a piedi nudi sul pavimento freddo riducono il dolore, anche se il paziente tende a essere freddoloso. I soggetti Ledum palustre sono talvolta dei forti bevitori, che hanno il viso arrossato e foruncoloso.
  • Lycopodium: È prescritto per lo più su base costituzionale. Una indicazione utile per questo rimedio è quando la gotta colpisce le articolazioni del lato destro del corpo, o esordisce nell’alluce destro per poi passare al sinistro. Rispondono a Lycopodium i soggetti tendenzialmente pensierosi e riservati, che possono anche essere ansiosi e depressi. Spesso soffrono di disturbi gastrici e hanno molta fame all’inizio del pasto, ma poi si facciano rapidamente. Questa caratteristica si accompagna a una sgradevole sensazione di gonfiore. I soggetti Lycopodium hanno inoltre grande desiderio di cibi dolci e tendono a sentirsi peggio nella tarda mattinata.

[Attenzione: I rimedi naturali e omeopatici indicati in questi articoli non sono da intendersi come cure medicinali: le dosi e le formule consigliate sono frutto di combinazioni che possono variare a seconda della condizione soggettiva e la loro efficacia dipende dalla sensibilità personale del paziente. Prima di procedere con l'inizio di una cura, se non siete già esperti, consultatevi con un naturopata, un erborista o un omeopata di fiducia che si accerti che non vi siano controindicazioni alla cura. Se il problema persiste o se i sintomi peggiorano, rivolgetevi subito a un medico.]