Deir Azzour è una delle città nella Siria Orientale che più ha subito, nelle ultime settimane, gli intensi bombardamenti aerei dell’esercito del regime contro i ribelli. La città è diventata una vera e propria trappola dalla quale è impossibile uscire: la popolazione locale ha riferito che decine di migliaia di persone, molte delle quali ferite gravemente, sono bloccate nella città dai combattimenti. Sono soprattutto i poveri e gli anziani che non sono in grado o non vogliono andarsene e ora sono estremamente vulnerabili.

Loris De Filippi, Presidente di Medici Senza Frontiere Italia, da poco rientrato dalla Siria, racconta che: “Deir Azzour ha attualmente un solo ospedale di fortuna, con solo quattro medici che vi lavorano. I medici sono esausti dopo sei mesi di lavoro in una zona di combattimento, ma si rifiutano di lasciare la città e continuano a curare i feriti tutto il giorno”.

Alla stanchezza fisica e psicologica si aggiungono poi, a complicare la situazione, i furti delle forniture mediche e l’esaurimento di farmaci e prodotti per le trasfusioni di sangue. Il materiale sanitario essenziale non può essere ottenuto da Damasco mentre le possibilità di trasporto dai Paesi confinanti sono gravemente compromesse a causa della distanza, delle difficoltà di attraversare le frontiere e della mancanza di sicurezza.

MSF ha visitato diversi ospedali pubblici e privati all’interno di un raggio di 50 km della città di Deir Azzour. Fornire assistenza chirurgica e di emergenza è difficilissimo: uno degli ospedali ha ricevuto più di 300 feriti durante la scorsa settimana. Di questi, quaranta sono stati trasferiti a più di 400 km verso la Turchia, nella speranza di poter attraversare il confine per ottenere un’adeguata assistenza sanitaria. Nonostante la situazione sia più che critica, le autorità siriane non hanno ancora autorizzato il dispiegamento dell’assistenza medica imparziale e neutrale.

MSF chiede l’immediata evacuazione di tutti i feriti e i malati dalla città di Deir Azzour verso località più sicure, nel rispetto del diritto umanitario internazionale.  MSF chiede, inoltre, che il governo siriano autorizzi ufficialmente il dispiegamento dell’assistenza medica internazionale e imparziale e che questa venga rispettata da tutte le parti in conflitto.

Ad oggi le equipe di MSF sono operative in tre ospedali situati nel Nord e nel Nord-Ovest della Siria, in zone controllate da gruppi armati di opposizione, ma si appoggia anche nei Paesi confinanti dove fornisce assistenza medica di emergenza, compresi interventi chirurgici e consultazioni mediche. Dallo scorso mese di giugno, le equipe hanno curato oltre 2.500 pazienti ed effettuato oltre 550 interventi chirurgici.

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