E’ notizia di poche ore fa, quella della morte di Margherita Hack, all’età di 91 anni, a Trieste. Tutti sanno chi fosse: donna di scienza, astrofisica e appassionata divulgatrice scientifica. La stampa già l’ha ribattezzata “la signora delle stelle”. Ma secondo me è ingiusto e limitativo parlare di lei solo come donna di scienza, come forse viene spontaneo fare se non la si conosceva di persona.

Quello che Margherita Hack ha fatto in vita, potete leggerlo ovunque. Fiorentina verace e dalla mente illuminata, vegetariana e animalista, la Hack non ha mai disdegnato di dire la sua anche in politica e nel sociale, senza peli sulla lingua. Io la incontrai una volta sola, allo spazio Oberdan di Milano, nel corso di una delle sue conferenze.

Mi ci aveva trascinata una domenica mattina il mio ex-fidanzato, grande fan di Margherita Hack, e nonostante non avessimo l’invito, riuscimmo ad entrare lo stesso nonostante la coda chilometrica, grazie ad un pass per la stampa che riuscii a farmi dare dagli organizzatori all’ultimo minuto. Prima di allora, la Hack per me era solo un’anziana studiosa delle stelle dal carattere un po’ eccentrico, che non conoscevo bene.

Tuttavia, mi bastarono pochi minuti seduta su un gradino in platea ad ascoltarla parlare perché cominciassi a capire quanto grande la sua mente fosse, e non di certo perché si fosse messa a disquisire di chissà quali cose complicate. Se ne stava seduta sulla sua sediolina di legno, sul palco, davanti alla folla: faceva quasi tenerezza. Una stampella a sorreggerla di lato. Ma nel giro di poco, la tenerezza lasciò lo spazio all’ammirazione. Passò due ore a rispondere alle domande di tutti, ma proprio tutti, noi plebei senza scienza alcuna, parlando a ruota dalle semplici curiosità alla Particella di Dio, dalla politica alla creazione dell’Universo, dai buchi neri al suo essere vegetariana, con la schiettezza e la semplicità che solo le persone veramente grandi hanno.

Era divertente, appassionata, grintosa… parlava ai giovani: a noi giovani. Ci chiedeva di non lasciarci opprimere, di lottare sempre e di trovare una strada per rendere questo nostro meraviglioso mondo migliore. Ci chiese di non lasciarcelo strappare via e rovinare dagli interessi di pochi. Di salvaguardarlo e tutelarlo, perché è tutto ciò che abbiamo e tutto ciò che lasceremo ai nostri figli e alle future generazioni.

Margherita era una persona che amava… Amava la vita, ma non aveva paura della morte. Più per quello che ha fatto, Margherita Hack sarà ricordata per gli effetti prorompenti delle sue parole: per quello che faranno le persone che l’hanno ascoltata e ne sono rimaste consuistate, sono rimaste segnate da quell’esperienza di condivisione. E’ questa la sua grandissima eredità.

Grazie Margherita…

[* In gergo giornalistico, il coccodrillo è l'articolo di commemorazione di una persona scomparsa.]