E’ stato il primo uomo al mondo ad essere sottoposto a un trapianto di mano e, nonostante la crisi di rigetto che l’ha portato a prendere la drastica decisione di farsi amputare l’arto, Walter Visigalli, 48enne monzese, detiene un secondo primato, quello di essere il primo uomo con la mano bionica (foto by InfoPhoto).

Tutti iniziò quando Walter, all’età di 22 anni, perse tragicamente la mano. Nel 2000, ormai 35enne, decise di sottoporsi alla prima operazione chirurgica, che gli permise di farsi trapiantare l’arto. In seguito alle numerose crisi di rigetto, Walter decise, nel giugno 2013, di procedere con l’amputazione. Ma finalmente, a distanza di 24 anni, dopo un’innovativa operazione che ha permesso di trapiantare la prima mano bionica della storia nel suo braccio, Walter torna finalmente ad avere una vita normale.
Marco Lanzetta, il chirurgo dell’Istituto italiano di chirurgia della mano di Monza, espone tutti i dettagli dell’innovativa terapia“Abbiamo sostituito il trapianto da donatore umano con quello da “donatore tecnologico”. L’utilizzo di questa protesi di mano bionica apre importantissimi scenari per le persone che subiscono amputazioni di arti, e che potrebbe far diventare il trapianto di mano, se fatto in giovane età, una misura temporanea, nel caso vi siano effetti collaterali di rigetto o cali di funzione, come avvenuto per Walter”.

A distanza di soli 15 giorni dall’operazione, Walter riesce già a impugnare la penna e scrivere, guidare e lanciare una palla. Lanzetta commenta così i rapidi progressi del suo paziente: “Visigalli è già in grado di compiere gesti e azioni che dopo il trapianto era stato capace di raggiungere dopo un anno di lavoro. Questo perché in questi anni ha acquisito una rappresentazione cerebrale della mano e la sua muscolatura del braccio è stata allenata e sollecitata”.