Una dieta sana, oltre a garantire la salute del nostro organismo, può essere più sostenibile, rispetto alla normale alimentazione, sia per l’ambiente che per il portafogli. 

Mangiare in modo sano, un obiettivo che tutti dovrebbero perseguire, non vuol dire spendere di più, anzi, vuol dire risparmiare sulla spesa per l’alimentazione e contribuire alla salvaguardia del nostro ambiente. E’ quanto emerge dal convegno Alimentazione e ambiente: legami tra indicazioni nutrizionali e impatti ambientali organizzato da Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn) e dalla Società italiana di nutrizione umana (Sinu).

Modificando il menù tipico degli italiani, i ricercatori sono riusciti a creare un piano di alimentazione settimanale sano che, grazie al fatto di limitare la carne rossa e altre tipologie di cibo dispendiose, consente anche un sensibile risparmio. La dieta settimanale, presentata da Catherine Leclercq ricercatrice dell’Inran, è costituita da una porzione di carne rossa a settimana (al posto delle tre che si consumano generalmente in Italia), sostituita da un maggiore consumo di pollamefonti di proteine vegetali come pasta e legumi e insalate con frutta a guscio.

Il pesce, che gli italiani consumano circa due volte a settimana, prediligendo tipologie costose e frutti di mare, è stato sostituito con pesce azzurro di piccola taglia, ossia alici, sardine, aringa o sgombro, che costano meno, contengono meno metalli pesanti, hanno un minore impatto sull’ambiente e sono ricchi di vitamina D, Epa e Dha.