Tra tutte le malattie infettive, l’HIV è forse quella più conosciuta e temuta: si è parlato di prevenzione anche al MiCo di Milano, dove si è appena concluso il 31° Congresso Annuale della Società Europea di Infettivologia Pediatrica, al quale hanno partecipato circa quattromila tra ricercatori e accademici. Tra questi, a parlare di prevenzione nella trasmissione del virus dell’HIV, il dottor Carlo Giaquinto, Direttore SSD Malattie Infettive e Aids Pediatrico del Dipartimento di Pediatria di Padova.

I BAMBINI INFETTI DA HIV

L’infezione da HIV in età pediatrica viene contratta al durante la gravidanza, il parto o con l’allattamento al seno – spiega Giaquinto -. Uno dei maggiori successi nella lotta contro l’HIV/AIDS è stata la possibilità di prevenire la trasmissione dell’infezione dalla madre al figlio utilizzando la terapia antiretrovirale durante la gravidanza e al momento del parto. In questo modo oltre il 98% dei figli di madre HIV positiva NON hanno l’infezione da HIV e sono quindi sani.

Tuttavia, le statistiche parlano chiaro: al mondo nascono ancora 1000 bambini al mondo affetti da HIV, la maggior parte dei quali si trova nell’Africa subsahariana. Ma anche a casa nostra, in Italia, ogni anno nascono 20 bimbi affetti da questa malattia, trasmessa dalla mamma. L’Italia di oggi è infatti un paese caratterizzato da una presenza straniera sempre più regolare e stabile: attualmente si stima che più di 5.000.000 persone, la cui metà donne, risiedano stabilmente nel nostro paese. Questo mutamento antropologico ha portato a cambiamenti significativi anche nell’ambito dell’epidemiologia dell’infezione da HIV e di altre malattie sessualmente trasmesse.

Ciò è oggi particolarmente evidente in ambito pediatrico – aggiunge il medico – dove, tra i fattori di rischio, la provenienza da area endemica della madre sieropositiva è cresciuta dallo 0% del 1985 al 40% del 2005, fino al 50% del 2010. L’incidenza dell’infezione sulla popolazione immigrata è rilevante, in particolare su quella proveniente dall’Africa, e si stima che tra le madri straniere sieropositive che hanno partorito in Italia il 75% è composto da madri africane“.

LE TERAPIE ADATTE AI BAMBINI

L’introduzione della terapia antivirale di combinazione ha notevolmente modificato la storia naturale dell’infezione da HIV negli adulti e bambini con una riduzione importante del rischio di progressione e di malattia e della mortalità – dice il dottor Giaquinto -. Tuttavia in età pediatrica esistono poche formulazioni adatte ai bambini per cui gli effetti delle terapia non sono stati cosi importanti come quelli osservati nell’ adulto. Attualmente in Italia ci sono circa 900 pazienti con infezione da HIV, nati da madre HIV positiva negli ultimi 30 anni; nella maggior parte dei casi asintomatici che vivono una vita normale grazie alla terapia antiretrovirale.”

UN APPROCCIO OLISTICO PER LA CURA DELL’HIV

L’HIV è ormai considerata però come una patologia cronica che si trasmette essenzialmente per via sessuale, tanto che per seguire i giovani HIV positivi è ormai necessario un intervento multidisciplinare che coinvolga competenze mediche, sociali e psicologiche con un approccio olistico. Ciò è tanto più necessario per la “condizione di esclusione sociale in cui si trovano i genitori sieropositivi, per lo stigma che accompagna l’infezione, è accentuata per le madri straniere, spesso provenienti da paesi ed esperienze in cui il ruolo della donna è marginale, le credenze magico-religiose sono vincolanti, le informazioni sull’HIV sono incomplete o addirittura errate, rendendo ancor più problematico e complesso affrontare la malattia e la genitorialità“, conclude Carlo Giaquinto.