Per tantissimi giovani italiani, le malattie sessuali rappresentano ancora un tabù. E se sono altissime le percentuali di coloro che hanno sentito parlare delle malattie sessualmente trasmissibili più comuni, sono più basse le percentuali di coloro che poi si informa attraverso canali ufficiali come quelli rappresentati da medici e farmacisti.

Il 93,8 per cento dei giovani che ha un’età compresa tra i 12 e i 24 anni ha sentito parlare di infezioni e malattie sessuali: la patologia più conosciuta è senz’altro l’Aids, cui seguono, molto distanziate, sifilide, candida, Papilloma Virus, gonorrea, epatiti ed herpes genitale. Le informazioni vengono veicolate soprattutto da media e scuola mentre soltanto il 9,8 per cento dei giovani  si affida a medici e farmacisti.  La diffidenza principale è quella che riguarda i ragazzi nei confronti dell’andrologo: la maggior parte di essi non lo conosce e reputa di non averne affatto bisogno. Un problema, quest’ultimo, che potrebbe essere senz’altro migliorato grazie alla diffusione di informazione ed educazione in tal senso.

I problemi nascono anche quando si tratta di contraccezione. C’è ancora molta confusione a riguardo e la maggior parte dei giovani ritiene che esse siano più importanti per evitare gravidanze indesiderate piuttosto che proteggersi contro le malattie sessuali. Un aspetto che molti giovani sembrano ignorare, ad esempio, sono le conseguenze legate alla presenza del Papilloma Virus, che si trasmette sessualmente e che può causare tumori sia nella donna sia nell’uomo.

Cambio di tendenza, invece, per quanto riguarda l’età media per il primo rapporto sessuale, che oggi si attesta attorno ai 17 anni (17,5 per i ragazzi, 17,3 per le ragazze).