L’inverno è ormai agli agoccioli, ma le temperature che salgono e scendono possono ancora regalare qualche brutta sopresa, con faringiti e laringiti in agguato. Come ci spiega il dottor Alessandro Targhetta nei suoi Appunti di Omeopatia, i rimedi omeopatici costituiscono un rimedio eccellente per curare questi fastidi.

LA FARINGITE

I sintomi più comuni della faringite acuta sono la faringodinia centrale, spontanea o provocata dalla deglutizione, e la febbre. Per semplicità si distingue la faringite “rossa” da quella “bianca”, ovvero la faringite con un rossore diffuso della mucosa dell’orofaringe, da quella dove sono presenti follicoli bianchi, detriti batterici. Quest’ultima forma spesso coinvolge le tonsille. Complicanze frequenti delle faringiti sono appunto le tonsilliti, rosse o follicolari. Il dolore si fa allora più pronunciato, e di solito è indicato ai lati della gola e sotto la mandibola, particolarmente esacerbato dalla deglutizione. In questi casi di solito si ha la febbre alta (temperatura compresa fra i 39 e 40° centigradi). Altre complicanze frequenti della faringite sono l’otite e la tracheite. I medicinali omeopatici consigliati nella faringite acuta spesso sono gli stessi che vengono indicati nelle tonsilliti. La posologia è normalmente di 5 granuli ogni 2 ore, all’inizio della sintomatologia; la soluzione va diradata con il miglioramento dei disturbi. La diluizione omeopatica consigliata in queste situazioni è la 9CH, perché oltre i sintomi locali della gola, sono presenti anche sintomi generali.

RIMEDI OMEOPATICI PER LE FARINGITI

In generale, potete orientarvi nella scelta del rimedio più indicato a voi seguendo queste linee guida: se il dolore è a fitte, e si irradia all’orecchio con calore intenso nella gola, prendete Phytolacca decandra. Se il dolore è bruciante, pungente e con gonfiore, Apis mellifica; se il dolore è bruciante, c’è secchezza e costrizione, Belladonna; se il dolore è bruciante, si ha la sensazione di gola scorticata e scialorrea (ipersalivazione), prendete Mercurius solubilis. In ogni caso, è utile Homogene 9®, una compressa da sciogliere in bocca ogni ora.

Apis mellifica (Ape)

E’ il medicinale omeopatico della faringite acuta con bruciore o dolore pungente alla gola, come una sensazione di una spina di pesce conficcata in gola, o trafittiva, migliorato del cibo e dalle bibite fredde, ghiacciate e peggiorato dal contatto. La gola si presenta modicamente arrossata; le tonsille sono ingrossate e l’ugola è gonfia, come ripiena di acqua. La gola è secca, ma non c’è sete. La febbre, di solito di media entità (38° centigradi), può fare la sua comparsa gradualmente.

Belladonna (Atropa belladonna, pianta della famiglia delle Solanacee)

È il rimedio più prescritto nella faringite acuta. Dopo un’esposizione al freddo umido, alla pioggia, compare improvvisamente febbre elevata (39-40° centigradi) e mal di gola. La gola è secca, molto arrossata e brucia; le tonsille sono gonfie, rosse e dolenti al contatto, la deglutizione risulta difficile. La cute del viso è calda e arrossata, con sudorazione abbondante. Compare spesso cefalea pulsante e tosse secca. La sete è variabile, può essere intensa o normale. I sintomi peggiorano con la luce, il rumore, il contatto e il freddo e migliorano in seguito al riposo e in posizione semiseduta.

Phytolacca decandra (Fitolacca, pianta della famiglia delle Fitolaccacee)

Viene consigliata in caso di faringite acuta con aspetto rosso scuro, violaceo. Anche le tonsille sono violacee, ingrossate e molto dolenti. Si ha una sensazione di calore intenso in gola. Il dolore è molto forte, a fitte nelle orecchie, al momento della deglutizione. Vi è, inoltre, dolore alla radice della lingua, che si irradia all’orecchio e non si riesce ingerire nulla di caldo.

Mercurius solubilis (Nitrato di mercurio, acido nitrico e mercurio metallico)

E’ indicato nelle faringiti e nelle tonsilliti acute con febbre elevata e brividi a fior di pelle, sudorazione notturna abbondante e sete intensa. La gola è molto arrossata e le tonsille, ingrossate, presentano follicoli bianchi. Vi è un desiderio costante di inghiottire. In gola il dolore è scorticante, penetrante, bruciante. La lingua è ingrossata ed è ricoperta da una patina giallastra; ai lati si vedono le impronte dei denti. E’ sempre presente un’intensa scialorrea. Di notte, con il caldo del letto, la situazione si aggrava.

Avvertenze: ricordate che l’uso eccessivo di anestetici locali può causare effetti collaterali, in particolare il rischio di aspirazione del cibo nelle vie aeree.

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