Una zanzara geneticamente modificata potrà resistere al parassita della malaria: questo grazie a un gruppo di scienziati dell’Università della California il quale è riuscito a mettere a punto una variante OGM dell’insetto responsabile della diffusione della malattia.

Ciò che è stato fatto dai ricercatori è inserire nel Dna delle zanzare un nuovo gene resistente alla malaria attraverso una tecnica di editing genetico conosciuta come CRISPS-CAS9 (definito anche come il sistema di “taglia e incolla”): nel momento dell’accoppiamento di queste ultime la progenie (il 99,5%) avrebbe ereditato la stessa resistenza alla malattia.

Con questa modifica, quindi, le zanzare non dovrebbero più essere il vettore della malattia, diventando così innocui per l’uomo ogni volta che questo verrà morso da una di loro. Le zanzare in questione sono le Anopheles stephensi, ovvero le principali responsabili di trasmissione di malaria in Asia: “La promessa reale” ha spiegato  Anthony James dell’University of California Irvine “è che questa tecnica può essere adattata per eliminare la malaria”.

Tuttavia questa decisione di modificare il Dna degli animali avrebbe sollevato perplessità in quanto potrebbero svilupparsi effetti non controllabili o non prevedibili sull’intero ecosistema, animali e ambiente compresi.

Ogni anno si contano dai 300 ai 500 milioni di contagi i quali causano circa un milione di decessi e un rischio contagio per circa tre miliardi di persone (quindi quasi la metà della popolazione mondiale): secondo i dati rilasciati dal Ministero della Salute, invece, in Italia nel 2009 sono stati segnalati 636 casi di malaria e nel 2013 circa 147 di dengue.

Per l’OMS la regione più colpita dalla malaria sarebbe quella Sub-Sahariana in cui solo nel 2015 sarebbero stati registrati ll’89% dei casi totali e il 91% dei decessi. Pubblicato sulla rivista PNAS, questo nuovo studio aprirà indubbiamente la strada ad un nuovo approccio per combattere la diffusione della malaria.