Il mal di testa è un disturbo comune, ma se gli attacchi divengono frequenti, arrivando a compromettere la vita quotidiana, l’emicrania può davvero diventare un problema. Eppure, fino ad oggi, pochi sono gli studi che hanno cercato di fare una valutazione sulle terapie che potrebbero impedirne l’insorgenza.

Ebbene, una recente ricerca condotta dalla John Hopkins University di Baltimora, nel Maryland, afferma oggi che la diminuzione dell’apporto quotidiano di sale nella dieta può ridurre fino ad un terzo gli attacchi di mal di testa.

La ricerca, condotta da un team di studiosi americani, ha preso in esame 390 pazienti, cui sono stati somministrati tre differenti livelli di assunzione di sodio e due diversi modelli di dieta: la prima, detta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), ricca di frutta, verdure e latticini a basso contenuto di grassi saturi e con ridotto numero di grassi totali; la seconda, una dieta di controllo, tipica dei modelli di consumo occidentali.

I pazienti hanno quindi assunto cibi con alto contenuto di sale (9 grammi), con una quantità di sale “media” (6 grammi) e, infine, con un basso contenuto di sale (3 grammi), compilando, durante il periodo di studio, un questionario per valutare la frequenza degli attacchi di mal di testa. L’eventuale presenza e la gravità delle cefalee sono state quindi accertate alla fine di ogni periodo di dieta.

I risultati hanno evidenziato che una ridotta assunzione di sodio (massimo 3 grammi al giorno) si associa ad un rischio molto più basso di emicranie nei giovani, mentre i differenti modelli alimentari non hanno presentato alcun effetto che modificasse il rischio di mal di testa in adulti. Le persone che mangiavano cibi ad alto contenuto di sodio (circa 8 grammi al giorno), hanno avuto un terzo in più di mal di testa rispetto a coloro che mangiavano cibi a basso contenuto di sodio (circa 4 grammi al giorno). Come ha dichiarato Lawrence Appel, direttore del centro per la prevenzione presso la Johns Hopkins medicine di Baltimora e autore della ricerca, si è visto che è proprio l’apporto di sale a fare la differenza rispetto al mal di testa e non gli altri accorgimenti alimentari: “Il ridotto apporto di sale è riuscito ad arginare il problema mentre i regimi alimentari non hanno avuto alcun effetto. Ridurre il sale può essere un nuovo approccio per ridurre il mal di testa“. “Vorremmo sostenere con forza che le persone che hanno il mal di testa debbono ridurre il loro consumo di sale che, così come potrebbe diminuire i loro mal di testa, avrebbe anche l’effetto molto importante di abbassare la loro pressione sanguigna e, di conseguenza, il rischio di un ictus e/o di un infarto”  ha spiegato il dott. Appel.