Il mal di testa è uno dei disturbi fisici più comuni, che più o meno colpisce tutti nell’arco dell’esistenza. A volte per, da comune disturbo, il mal di testa può trasformarsi anche in malattia invalidante nei casi più gravi, fino a rendere la vita assai problematica (è il caso del cosiddetto mal di testa a grappolo, ad esempio). Il fastidio può diventare talmente importante da provocare anche altre conseguenze, come senso di nausea, vomito o malessere generale.

Per cercare di combattere il mal di testa che si manifesta in forme più importanti e croniche, alcuni ricercatori stanno sperimentando una nuova classe di farmaci, ottenendo, tra l’altro, primi segnali piuttosto incoraggianti. I nuovi farmaci contro il mal di testa baserebbero la propria efficacia nell’uso di anticorpi in grado di bloccare l’attività di una molecola considerata la causa dell’innesco del fastidio alla testa. La molecola in questione si chiama Cgrp (che sta per calcitonin-gene related peptide) e i ricercatori avrebbero scoperto che nel corso degli attacchi di mal di testa piuttosto forti tale molecola verrebbe prodotta in quantità assai maggiori.

I ricercatori che stanno lavorando ai nuovi farmaci ipotizzano anche che la molecola incriminata sia in grado di rendere il trigemino molto più sensibile del solito, andando poi a causarne l’infiammazione e il dolore molto forte che si percepisce.

Per anni le ricerche sul campo sarebbero state ostacolate ma adesso sembra proprio che si sia giunti a qualcosa di più concreto e che grazie ai nuovi farmaci contro il mal di testa potrebbe bastare una singola iniezione per allontanare attacchi di emicrania anche per ben sei mesi.