Mal di pancia… mai “male” fu più vago. Quando ci troviamo di fronte a un disturbo così generico, le cause possono essere molte, ma identificarle spesso è un problema, sia per noi stessi che per il medico. Il dottor Alessandro Targhetta, nei suoi “Appunti di Omeopatia” prova a darci qualche consiglio per farci inquadrare meglio il problema e capire il mal di pancia nelle sue differenti manifestazioni e cause.

Mal di pancia: si fa presto a dire “mal di pancia”

Molte volte capita di dover esprimere un consiglio in presenza di un “mal di pancia”. Spesso non sappiamo bene cosa sia, perché la sede è vaga e diffusa; altre volte, invece, pur essendo il dolore localizzato, non riusciamo comunque a dargli un significato. Spesso poi il “mal di pancia” fa parte del modo di essere di molte persone, abituate a convivere con una certa tensione dolorosa addominale, con la pancia gonfia. Il dolore addominale può modificarsi con i pasti, con il digiuno, può manifestarsi di notte piuttosto che al risveglio, può avere o meno orari precisi di comparsa. Quindi, per interpretarlo correttamente, è in primo luogo necessario inquadrarlo clinicamente secondo diversi criteri.

Capire il mal di pancia: la sede

Un primo criterio indicativo è la localizzazione del dolore. L’alto addome o epigastrio, zona compresa tra il processo xifoideo dello sterno e l’ombelico, è tipicamente correlato a un disturbo gastrico. A volte il dolore può essere più spostato sulla sinistra o sulla destra, a seconda se è interessato solo lo stomaco o anche il duodeno. Se compare un dolore forte dietro lo sterno, si può trattare, invece, di un’esofagite, spesso causata da un reflusso acido gastroesofageo, dovuto a ernia jatale. Il basso addome o le fosse iliache, destra e sinistra, sono le zone dove più spesso è localizzato il dolore o il gonfiore del colon. Se il dolore è a destra si tratta di un’infiammazione del cieco o del colon ascendente, se invece è a sinistra, sono il colon discendente o il sigma a essere infiammati.

Capire il mal di pancia: tipi diversi di dolore

Il bruciore indica spesso una gastrite o una duodenite; quando è associato a eruttazioni acide o acidità in bocca, spesso il problema è un’ernia jatale, che provoca un’apertura anomala del cardias, il flusso dei succhi gastrici, che vanno a corrodere l’esofago, fino ad arrivare in bocca. Il dolore da riflusso è molto forte e fastidioso.

Un altro dolore, sempre a partenza gastrica, è quello crampiforme: molto violento, indica spesso un’ulcera.

Il dolore della colite, invece, può variare da una vaga dolenzia, legata a un aumento del contenuto aereo del colon, fino a veri e propri dolori spasmodici, così forti da costringere la persona a piegarsi in due.

Orari di comparsa

Spesso il mal di stomaco ha una modalità oraria di comparsa. Tipico è il dolore della gastrite o della duodenite, che compare a stomaco vuoto, mentre quello dell’ulcera gastrica è presente a stomaco pieno. Il dolore da riflusso acido gastroesofageo, tipico dell’ernia jatale, è invece più frequente di notte. Il dolore legato al colon può fare la sua comparsa in qualsiasi momento della giornata, anche se spesso è scatenato dall’assunzione di cibo particolare.

Miglioramento o peggioramento

Il dolore da gastrite o duodenite è tipicamente attenuato dall’assunzione di piccole quantità di alimenti, mentre il dolore da ulcera peggiora a stomaco pieno, così come quello da ernia jatale. Il dolore da colite spesso migliora con la flessione addominale, con la compressione forte dell’addome, e con l’applicazione locale di qualcosa di freddo, ma più spesso di qualcosa di caldo.

Capire il mal di pancia: sintomi associati

Nelle gastriti è spesso presente il vomito, soprattutto mucoso, acido. Nell’ernia jatale sono comuni, associata al bruciore, le eruttazioni continue di aria e succhi gastrici assieme, specie dopo i pasti o quando si è coricati. Nelle coliti il sintomo più frequente è la stipsi con gonfiore dell’addome, ma a volte fa la sua comparsa la diarrea, più o meno acquosa, con dolori addominali crampiformi. Nelle gastroenteriti acute i sintomi sono il vomito e la diarrea, dolori crampiformi allo stomaco e all’intestino; a volte è presente la febbre.

Le possibili cause

L’eziologia della gastrite è multifattoriale, entrano in gioco lo squilibrio tra fattori aggressivi e protettivi. Tra i primi vi sono, per esempio, l’acido cloridrico e la pepsina; tra i fattori protettivi la barriera mucosa, la citoprotezione, le prostaglandine, e la secrezione dei bicarbonati. Un’altra componente eziologica, di acquisizione relativamente recente, è rappresentata da un batterio, l’Helycobacter pylori, la cui presenza è stata dimostrata in un’elevata percentuale di pazienti. In casi rari, invece, l’eziologia della gastrite è di tipo psicosomatico. L’eziologia delle coliti non è nota. Si pensa a un disturbo di origine psicosomatica o a intolleranze alimentari, per esempio molto comune è quella del latte. Nelle gastroenteriti acute l’eziologia può essere virale o batterica (per esempio, salmonella).