Il mal di gola è tra i più comuni disturbi associati all’arrivo del freddo. Generalmente nulla di cui preoccuparsi, tuttavia in gravidanza è importante non sottovalutare anche il più comune dei malanni. L’impossibilità di assumere farmaci può infatti rendere ancor più fastidiosi i sintomi, senza contare che se non ci si concede il dovuto riposo e le opportune attenzioni, questi possono peggiorare generando complicazioni talvolta anche di seria entità.

Durante la gravidanza, il mal di gola va tenuto a bada fin dalle prime avvisaglie, in modo che non peggiori causando febbre. In farmacia è possibile trovare numerosi spray e caramelle ad azione balsamica, che agendo localmente non costituiscono un pericolo per il feto. La loro efficacia è però assai limitata, tanto più che è consigliabile non esagerare con le quantità. Questi possono talvolta essere efficaci nell’alleviare i sintomi del mal di gola, ma non possono essere considerarli “prodotti curativi”. Se i sintomi dovessero peggiorare, il consiglio è dunque di interrompere la loro assunzione e affidarsi al paracetamolo, che esercita un’azione antinfiammatoria, efficace sia nel contrastare il dolore che per abbassare la febbre. Durante i 9 mesi della gravidanza, lo ricordiamo, il paracetamolo è ritenuto il principio attivo più sicuro, anche se è consigliabile non assumere alcun farmaco prima della 12 settimana e dopo la 38ª, a meno che non sia il medico a raccomandarlo.

Se anche il paracetamolo non dovesse sortire alcun effetto, se il medico lo ritiene opportuno è possibile affidarsi all’ibuprofen, assolutamente sconsigliato tuttavia nel primo trimestre, in quanto potrebbe aumentare il rischio di aborto spontaneo. I FANS, farmaci anti-infiammatori non steroidei, tra cui aspirina e nimesulide, non vanno  invece assolutamente assunti oltre la 30ª settimana, poiché potrebbero causare la chiusura del dotto di Botallo, importante vaso sanguigno indispensabile alla corretta circolazione fetale.

Meglio evitare di utilizzare anche la propoli, spesso erroneamente ritenuta un ‘rimedio naturale’ e quindi innocuo per il bambino. Spesso questa viene infatti formulata in soluzione alcolica e può contenere oli essenziali potenzialmente tossici.

Per quanto riguarda infine gli antibiotici, nel caso il mal di gola evolvesse in faringite, ricordiamo che la maggior parte di questi sono oggi conformi all’assunzione in gravidanza. Quelli ritenuti più sicuri fanno parte della categoria delle penicilline, come l’amoxicillina. Spesso le mamme sono restie ad assumere antibiotici durante la gravidanza, ma bisogna ricordare che certe infezioni, se trascurate, possono comportare una minaccia ben più grave rispetto a quella di un antibiotico. In gravidanza, prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco è tuttavia sempre e comunque doveroso un consulto con il proprio medico.