Il magnesio è un minerale fondamentale per l’organismo, tanto che si colloca tra i cosiddetti “macroelementi” (il cui fabbisogno giornaliero è superiore a 100 mg) e, per quantità, si posiziona tra quelli maggiormente presenti nel corpo umano.

Il magnesio è necessario per oltre 300 reazioni biochimiche, contribuendo, in particolare, al mantenimento della funzionalità muscolare e nervosa, a regolare il battito cardiaco, mantenere sano il sistema immunitario e rafforzare il tessuto osseo. Oltre il 50% del magnesio presente nell’organismo umano si trova nelle ossa; il restante è distribuito nelle cellule che compongono tessuti e  organi, mentre soltanto l’1% si trova nel sangue.

La principale fonte di magnesio è costituita dall’alimentazione (la dose giornaliera raccomandata è di 350 mg per gli uomini e 300 mg per le donne/ 450 mg in gravidanza e allattamento), tuttavia una dieta squilibrata può causare una carenza di magnesio, rendendo necessario il ricorso ad integratori.

Se però la normale assunzione alimentare, non presenta alcun rischio, integratori ad alti dosaggi possono causare svariati effetti collaterali, soprattutto in caso di insufficienza renale, poiché gli organi non sono in grado di eliminare l’eccesso di minerale.

In questo caso il rischio è di incorre nella condizione opposta, passando dalla carenza, all’altrettanto rischioso eccesso di magnesio. I principali sintomi in questo consistono in: nausea, diarrea, perdita dell’appetito, debolezza muscolare, cambiamenti d’umore, difficoltà respiratorie, pressione bassa e battito cardiaco irregolare. Se la condizione viene poi a protrarsi nel tempo, l’eccesso di magnesio può provocare disturbi del sistema nervoso, grave perdita del tono muscolare e irregolarità delle contrazioni del sistema cardiovascolare.

Nel caso si decida di effettuare un trattamento a base di integratori arricchiti con magnesio è dunque bene farlo dietro consiglio medico, e anche qualora la terapia sia stata prescritta, è necessario tenere a mente che alcuni farmaci, tra cui lassativi ed antiacidi, contengono grandi quantitativi di magnesio, che potrebbero sommarsi alla dose raccomandata, creando una situazione di eccesso.

E’ infatti molto raro che l’ipermagnesemia si venga a verificare a causa di una dieta particolarmente ricca di alimenti che contengono magnesio, bensì è solitamente collegata a dosi troppo elevate di integratori; tuttavia particolari predisposizioni, cattivo funzionamento dei reni e squilibri ormonali possono essere considerati cause scatenanti e fonte di spiacevoli effetti collaterali.

In caso di ipermagnesemia è dunque necessario sospendere il trattamento con integratori e evitare alimenti integrali come riso, pane e pasta; il cioccolato amaro o il cacao, le mandorle, le arachidi, le noci, le nocciole e i pistacchi; legumi come soja e fagioli; verdure a foglia verde, carote, peperoni e pomodori; banane, arance, ciliegie, mele, pere e prugne; tenendo comunque a mente che la cottura degli alimenti riduce fino al 75% il loro contenuto di magnesio.