La lotta ai tumori fa un passo in avanti, si tratta di un chip messo a punto da un’equipe italoamericana, che permette di comprendere la geografia delle cellule metastatiche, ovvero, quali organi andranno ad attaccare e dove si concentrerà la loro prolificazione. Il team, il cui studio è a firma di Simone Bersini, Chiara Arrigoni e Matteo Moretti, si è concentrato sul tumore al seno che, nel 70% dei pazienti in stato avanzato, evolve in metastasi ossee.

Proprio quest’osservazione ha reso possibile la ricostruzione in laboratorio del tessuto osseo e adiacente parente di vasi sanguigni, entrambi creati su un piccolo microchip dove sono stati innestati diversi canali contigui. I ricercatori, successivamente, hanno trapiantato su questo tessuto le cellule anomale osservando l’“extravasazione”, ossia il passaggio da vaso sanguigno a tessuto osseo.

Lo studio ha fatto emergere che esiste una molecola prodotta dalle cellule ossee (CXCL5) che attira il CXCR2, un ricettore delle cellule tumorali. Questa scoperta, fondamentale per la lotta ai tumori, getta la basi per una nuova generazione di farmaci e, in futuro, permetterà di comprendere al meglio l’evolversi di tumori particolarmente difficili quali quello al pancreas (per saperne di più sulle vitamine anticancro clicca qui).

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